Omicidio di una italiana a Capo Verde: l’ho spinta ma non volevo che morisse. Nei guai un buttafuori di origini Anconetane

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Omicidio di una italiana a Capo Verde: l’ho spinta ma non volevo che morisse. Nei guai un buttafuori di origini Anconetane.

Sarebbe di origini anconetane l’omicida reo confesso della donna assassinata a Capo Verde.

Gianfranco Coppola, la cui ultima residenza conosciuta in Italia è a Rimini, avrebbe confessato di averla solamente spinta provocandone la caduta. La vittima poi avrebbe battuto la testa, rimanendone uccisa.

“Non volevo che morisse”. Così si sarebbe difeso Coppola, 48enne che da tempo ha lasciato l’Italia e Ancona, dove avrebbe frequentato la scuola dell’obbligo.

Fisico statuario, ex istruttore di kick boxing e buttafuori, è l’uomo che si trova in stato di fermo per l’omicidio di Marilena Corrò, la 52enne trevigiana trovata cadavere nella cisterna dell’acqua del suo Bed&Breakfast di Capo Verde.
Noto in tutta l’isola dove si è trasferito 10 anni fa, perché sarebbe stato protagonista di numerosi episodi di cronaca, tra pestaggi e aggressioni. Quando ha visto le manette ai polsi del suo socio, con il quale aveva preso in gestione dalla donna, 6 mesi fa, la struttura, ha fornito agli inquirenti una prima ammissione: «Marilena l’ho colpita io – avrebbe detto -.

Ma non ho usato alcun corpo contundente».

Indagini in corso.

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