Aids, condanna confermata per “l’untore” Pinti. La vittima: “La giustizia esiste” – VIDEO

Condannata confermata a 16 anni e 8 mesi anche in appello per l’untore Claudio Pinti. In apertura di udienza l’uomo aveva fatto ammenda: “Chiedo scusa a Romina per quello che ho fatto”, aveva affermato rilasciando dichiarazioni spontanee.

“Delle sue scuse non so che farmene”, la risposta della donna, Romina Scaloni, di Agugliano, che ha denunciato il 36enne jesino dopo aver scoperto di aver contratto l’infezione. È stata lei a far scattare, nel maggio 2018, le indagini portate avanti dalla Squadra Mobile di Ancona.

L’uomo è stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario e lesioni personali gravissime. E’ accusato della morte di Giovanna Gorini, ex convivente di Pinti deceduta nel giugno 2017 per una patologia tumorale connessa all’Hiv. Il secondo reato ha come vittima proprio la Scaloni. “E’ la conferma – il commento della donna – che esiste non solo una giustizia nelle aule di tribunale, ma anche una divina. Giusto che gli abbiano riconfermato la pena”.

Il legale dell’uomo, il penalista romano Massimo Rao Camemi, si appresta comunque a chiedere che Pinti, malato, possa scontare la sua pena in una struttura alternativa al carcere. Ha annunciato ricorso in Cassazione.

Soddisfatte le parti civili, che spiegano come la condanna arrivi in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

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