Pamela, i giudici: “Oseghale freddo e disumano”

La fotografia di Innocent Oseghale scattata dai giudici della Corte d’Assise di Macerata che lo hanno condannato all’ergastolo per l’omicidio della 18 enne romana, Pamela Mastropietro, è quella di un killer lucido e spietato.

“Fredda e lucida era la condotta criminale dell’imputato, privo di emozioni,  che, dopo avere appagato il proprio istinto sessuale ed ucciso, si allontanava tranquillamente da casa per  svolgere il proprio “lavoro” (cedere lo stupefacente), salvo poi occuparsi, in un secondo momento, di un  “particolare” che a lui doveva sembrare secondario (sbarazzarsi del cadavere di Pamela): freddezza disumana ampiamente dimostrata dalle modalità con cui Oseghale straziava il corpo della ragazza, turbato non dalle operazioni di disarticolazione, depezzamento e decapitazione ma solo infastidito, a suo dire, dall’odore che proveniva dai resti cadaverici.”

La fotografia di Innocent Oseghale scattata dai giudici della Corte d’Assise di Macerata che lo hanno condannato all’ergastolo è quella di un killer lucido e spietato.

Il nero su bianco è nelle 54 pagine di motivazioni in cui la Corte, presieduta da Roberto Evangelisti, spiega il perché della condanna il 29 maggio scorso nei confronti del 30 enne nigeriano, accusato dello stupro, la morte, con due coltellate, e il vilipendio del cadavere della 18 enne romana, Pamela Mastropietro, fuggita da una comunità di Corridonia il 29 gennaio 2018 e rinvenuta senza vita due giorni dopo, martoriata, in due valigie, a Pollenza.

La difesa intanto annuncia ricorso in appello, per i reati di omicidio e violenza sessuale: Pamela, cioè, secondo i legali di Oseghale, non sarebbe stata né uccisa né violentata dall’uomo, ma lo stesso, intimorito, avrebbe voluto sbarazzarsi del cadavere.

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