Lavoratori sfruttati in campagna: sette giorni a settimana a 2,50 euro all’ora

Lavoravano sette giorni alla settimana dalle ore 06.30 alle 22.00 per una paga di euro 2,50 circa all’ ora. Caporalato e sfruttamento degli operai in tre azienda agricole, due nel maceratese a Penna San Giovanni e una Matelica e una a Montemonaco, nell’ascolano: l’indagine del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Macerata e Reparto Operativo Tutela del Lavoro di Roma, coadiuvati da personale del Reparto Operativo del Comando Provinciale CC di Macerata.

MACERATA – Lavoravano sette giorni alla settimana dalle ore 06.30 alle 22.00 per una paga di euro 2,50 circa all’ ora. Caporalato e sfruttamento degli operai in tre azienda agricole, due nel maceratese a Penna San Giovanni e una Matelica e una a Montemonaco, nell’ascolano: l’indagine del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Macerata e Reparto Operativo Tutela del Lavoro di Roma, coadiuvati da personale del Reparto Operativo del Comando Provinciale CC di Macerata. Su richiesta del Procuratore della Repubblica Giovanni Giorgio e a seguito delle indagini condotte dal Sost. Proc. Barbieri, il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Macerata Potetti ha emesso un provvedimento di controllo giudiziario di tre aziende. Nominato un amministratore giudiziario che affiancherà i titolari delle aziende nella gestione delle stesse, al fine di garantirne una conduzione conforme alle leggi, autorizzando soltanto tutti gli atti di amministrazione ritenuti utili per le imprese agricole.

Il provvedimento del giudice è stato determinato da un’intensa attività d’indagine volta ad accertare il fenomeno dello sfruttamento del lavoro (caporalato) in agricoltura. Nello specifico, l’attività investigativa trae origine dalla denuncia di alcuni lavoratori rumeni che si erano rivolti all’Ambasciata a Roma, a seguito della quale l’Arma dei Carabinieri ha organizzato una imponente task force – composta da Carabinieri dell’organizzazione speciale e di quella territoriale da maggio scorso un’attività di osservazione e un massiccio monitoraggio all’indirizzo di diverse aziende agricole delle colline maceratesi e ascolane, impegnate prevalentemente nell’allevamento di animali da latte e nella produzione di prodotti caseari, sulle colline del maceratese e dell’ascolano.

L’ indagine ha fatto emergere numerose violazioni dei diritti dei lavoratori: in particolare, si registrava un via vai di operai agricoli (per lo più di nazionalità rumena).I nove sono stati identificati: si tratta di stranieri che venivano impiegati come pastori in orari irregolari, a partire dalla mattina fino a tarda notte, tutti privi dei dispositivi di protezione individuali (ad es. scarpe antinfortunistica, guanti, mascherine, etc…). Pessime e degradanti le condizioni di lavoro, con retribuzioni non conformi, senza riposo settimanale, con giornate lavorative non indicate sul libro unico del lavoro e con giornate lavorate completamente in nero. Lavoravano sette giorni alla settimana dalle ore 06.30 alle 22.00 per una paga di euro 2,50 circa ad ora. Tutti i lavoratori, indigenti e bisognevoli di un rapporto di lavoro, sono risultati formalmente assunti ma con numerose incongruenze salariali, concesse solo in parte. Pertanto, la Procura di Macerata nel valutare l’esigenza di evitare ripercussioni negative (dal punto di vista produttivo) sui livelli occupazionali (poiché risultano attualmente altri 18 lavoratori alle dipendenze delle citate 3 aziende), disponeva – in luogo del sequestro – il controllo giudiziario delle 3 ditte, con relativa nomina di un amministratore giudiziario e il sequestro preventivo di euro 94.000,00.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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