Post sisma, la nuova ordinanza sul Contributo Autonoma Sistemazione: ecco cosa cambia – VIDEO

Era attesa da molto tempo e i termini principali erano stati spiegati dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli durante l’audizione alla Commissione Ambiente della Camera. Ecco la nuova ordinanza sul Contributo di Automa Sistemazione.

ROMA – Era attesa da molto tempo e i termini principali erano stati spiegati dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli durante l’audizione alla Commissione Ambiente della Camera, propedeutica alla conversione in legge dell’ultimo decreto sisma. Trovata l’intesa anche con la Regione Marche arriva la nuova ordinanza sul Contributo di Automa Sistemazione che nelle Marche stanno percependo più di 24 mila persone per una spesa finora più di 300 milioni di euro. Quasi 30 mila in totale le persone che vengono ancora assistite nelle Marche tra Cas, Sae (1900 alloggi dove abitano 4265 persone in 75 aree di 28 comuni ), strutture ricettive, alberghi, container e Mapre (i moduli per gli allevatori).

Ecco uno stralcio dell’intervento di Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile

Per non perdere o mantenere il Contributo di Autonoma occorre: presentare entro 100 giorni dalla pubblicazione in comune una dichiarazione con i requisiti, presentare il progetto di ricostruzioni entro i termini previsti (quella per la ricostruzione “leggera” è a fine anno). Non essere proprietari in data anteriore agli eventi sismici di un immobile idoneo all’uso per il nucleo familiare e che non sia stato già locato in forza di contratto o concesso in comodato d’uso regolarmente registrati ad una data anteriore agli eventi sismici, non aver fatto rientro nell’abitazione principale, abituale e continuativa, danneggiata dal sisma, essere proprietari o titolari di diritti reali su immobili con danno B o C, rientrati dopo la realizzazione dei lavori di temporanea messa in sicurezza e di non poter risiedere nell’abitazione principale, abituale e continuativa nel periodo di esecuzione dei lavori di riparazione definitiva, non aver trasferito la residenza o il domicilio al di fuori dal territorio regionale e, nel caso di nuove istanze, di possedere il requisito della dimora nell’abitazione principale, non  essere assegnatari di un alloggio di servizio messo a disposizione dall’amministrazione di appartenenza;non aver provveduto ad altra sistemazione stabile.

Per chi ha terminato i lavori e può rientrare a casa percepisce il Cas per 30 giorni dalla notifica del provvedimento di revoca dell’inagibilità della loro abitazione e comunque non oltre dieci mesi dal provvedimento di concessione del contributo per l’esecuzione dei lavori per le abitazioni con esito di agibilità di tipo “B” e “C”, e non oltre venti mesi per le abitazioni con esito di agibilità di tipo “E”. Il cas viene erogato al nucleo familiare dell’unità immobile danneggiata e si considera componente della famiglia chi lì dimorava per un lasso di tempo non inferiore ai 12 mesi. 

Novità: il contributo forfettario per l’acquisto di una nuova casa. Per coloro che non possono rientrare nella loro proprietà o nell’abitazione dove erano in affitto si prevede la possibilità di acquisto di una nuova casa entro dodici mesi dalla pubblicazione dell’ordinanza. Dunque l’interessato può presentare un contratto preliminare o definitivo di compravendita o alla realizzazione della propria casa all’interno del Comune di residenza o nei Comuni confinanti e comunque ricadenti all’interno del cratere sismico: i Comuni riconoscono un contributo forfettario mensile in sostituzione del contributo per l’autonoma sistemazione per un periodo di 12 mesi per i conduttori e comodatari o 3 anni per i proprietari nella misura pari alla metà dell’importo del contributo per l’autonoma sistemazione qualora il fabbricato abbia avuto un esito di agibilità “B” o “C”; al 100% dell’importo del contributo qualora il fabbricato danneggiato dal sisma abbia conseguito un esito “E” o “F” o sia ubicato in zona rossa o in area oggetto di perimetrazione. Per determinare l’entità del contributo si fa riferimento alla somma percepita a titolo di CAS e potrà essere liquidato o mensilmente o in un’unica soluzione per la parte restante, qualora sia dimostrato l’effettivo passaggio di proprietà o sia stata ultimata e dichiarata l’agibilità del fabbricato eventualmente costruito in autonomia.

Per chi era in affitto prima del sisma e la casa dove alloggiavano è danneggiata. Per coloro e abbiano trovato sistemazione temporanea con un contratto di locazione o comodato, devono allegare ai documenti da presentare in Comune, l’autocertificazione del proprietario in merito alla pratica di ricostruzione e la propria dichiarazione sulla volontà di rientrare nello stesso immobile, una volta conclusi i lavori. Per chi non presenta le dichiarazioni  in sostituzione del contributo per l’autonoma sistemazione i comuni riconoscono un contributo pari alla differenza tra il canone di locazione pagato per la sistemazione abitativa temporanea come risultante dal contratto registrato e quello che era corrisposto, al momento dell’evento sismico, per il godimento dell’abitazione inagibile, comunque nella misura massima di euro 600,00 mensili. Qualora la sistemazione abitativa temporanea sia a titolo gratuito, i Comuni riconoscono un contributo pari alla metà dell’importo del contributo per l’autonoma sistemazione riconosciuto alla data di pubblicazione del presente provvedimento. La restrizione non si applica ai nuclei familiari che dichiarano la documentabile perdita, per effetto del sisma in rassegna, della propria fonte di reddito, verificata sulla base del confronto tra la dichiarazione ISEE dell’anno corrente e quella dell’anno precedente all’evento sismico o, in mancanza sulla base del confronto delle dichiarazioni dei redditi. 

Per chi era in affitto e ora vive nella Sae.  I nuclei familiari stabilmente dimoranti, in forza di contratto di locazione, o comodato alla data degli eventi sismici in rassegna, in un’unità immobiliare oggetto di ordinanza di sgombero a cui è stata assegnata una SAE o un’unità immobiliare acquisita ai sensi dell’articolo 14 del decreto legge n. 8 del 2017 o realizzata ai sensi delle ordinanze di protezione civile, che non forniscono le dichiarazioni richieste sono tenuti a corrispondere un contributo parametrato ai canoni stabiliti per l’assegnazione degli alloggi per l’edilizia residenziale pubblica decurtato del 30 per cento.

Per gli studenti universitari e fuori sede. Anche agli studenti viene richiesta la dichiarazione che attesti il mantenimento dei requisiti è riconosciuto un contributo di 300 euro. 

Per gli assistenti domiciliari. Si continua a prendere il cas se abitava nella casa con la persona assistita prima delle scosse, ha un contratto di lavoro registrato che prevede la convivenza ed un impegno lavorativo non inferiore alle 25 ore settimanali. 

Per chi è in albergo o nei container. Dovranno, oltre a presentare la dichiarazione, nel comune di riferimento,che attesti i requisiti altrimenti perdono il diritto entro 90 giorni dall’emanazione dell’ordinanza. L’assistenza presso strutture ricettive e presso i container abitativi collettivi è assicurata esclusivamente in favore dei soggetti in attesa di assegnazione di una SAE o di un’unità immobiliare realizzate ai sensi delle ordinanze di protezione civile e per il tempo strettamente necessario, come accade a Tolentino

Gli enti proprietari delle strutture ricettive pubbliche possono stipulare convenzioni al fine di consentire ai nuclei familiari che dimoravano continuativamente ed abitualmente in abitazioni oggetto di ordinanza di sgombero la possibilità di permanere nelle strutture pubbliche, anche ove non siano in attesa di una SAE e sempre che non ricorrano le condizioni di decadenza di cui all’articolo 1. I termini possono essere prorogati  eccezionalmente per il periodo necessario ad ultimare l’anno scolastico, in caso non siano disponibili soluzioni alloggiative in locazione nel Comune di provenienza, previa esibizione da parte del soggetto ospitato della corrispondenza intercorsa, o documentazione equipollente, con almeno due agenzie immobiliari presenti sul territorio comunale. Entro trenta giorni dalla pubblicazione dell’ ordinanza i Comuni di provenienza interessati dovranno disporre la revisione delle forme di assistenza relative ai casi sociali e alle persone fragili. 

Fonte: http://www.protezionecivile.gov.it/amministrazione-trasparente/provvedimenti/dettaglio/-/asset_publisher/default/content/ordinanza-n-614-del-12-novembre-2019-ulteriori-interventi-urgenti-di-protezione-civile-conseguenti-agli-eventi-sismici-che-hanno-colpito-lazio-marche-

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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