Decreto Sisma Centro Italia: taglio a metà per la busta paga pesante e anticipo al 50% della parcella per i progetti – VIDEO

Arriverà in serata sul tavolo del Consiglio dei Ministri l’atteso decreto sisma per sbloccare il Centro Italia per l’avvio di una vera ricostruzione. Tra le misure la restituzione della busta paga pesante e l’autocertificazione per i progetti da parte dei tecnici.

ANCONA – Arriverà in serata sul tavolo del Consiglio dei Ministri l’atteso Decreto Sisma per sbloccare il Centro Italia per l’avvio di una vera ricostruzione a tre anni dalle scosse iniziate con quella terribile del 24 agosto, che ha ucciso 300 persone e poi quelle del 26 e 30 ottobre che hanno lasciato fuori casa migliaia di persone. “Interventi importanti ci sono ma non possiamo dire di essere a un punto di svolta”, commenta il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, dopo l’incontro a Roma, nel pomeriggio, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e gli altri rappresentanti di Umbria, Abruzzo e Lazio e i comuni con i delegati Anci, tra cui Maurizio Mangialardi, presidente dell’associazione dei comuni marchigiani. “Da parte nostra c’è ottimismo perché l’apertura di credito attribuita al presidente Conte dopo la visita nelle Marche subito dopo il suo insediamento si sta concretizzando in un provvedimento tanto atteso come il Decreto Sisma Centro Italia”, fa sapere Mangialardi.

L’incontro a Roma tra i presidenti di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Busta paga pesante: si restituisce la metà. La novità più interessante è la restituzione non totale ma tra il 40% e il 50% dell’Irpef sospesa, nella cosiddetta “busta paga pesante” per lavoratori e pensionati del sisma. Si procede con uno slittamento al 15 gennaio nella restituzione della prima rata, inizialmente fissata per lo scorso 15 ottobre, e rateizzabile fino a 120 mensilità. 

Per i tecnici: c’è l’anticipazione al 50% della parcella per i progetti di ricostruzione. Era un nodo molto attesa. Secondo le stime sono circa 1000 i professionisti marchigiani che stanno lavorando in quello che sarà “il più grande cantiere d’Europa” e vantano crediti per 100 milioni di euro. Con la misura all’interno del Decreto Sisma si prevede l’anticipazione del 50% delle parcelle. Nelle Marche su 45 mila edifici lesionati (le pratiche con gli aggregati saranno circa 30 mila) sono stati aperti 2500 cantieri, di cui 700 hanno concluso i lavori.

Accelerare la ricostruzione con l’autocertificazione. Nel decreto compare anche l’autocertificazione da parte del professionista per snellire i passaggi burocratici. 

Il Presidente Ceriscioli: “Restano i nodi della ricostruzione pubblica e dei lavoratori precari degli Usr”. Non risolti, col decreto sisma, invece, le questioni che investono, dice Luca Ceriscioli, “la ricostruzione pubblica, con le semplificazioni che renderebbero molto più rapida la procedura in tantissimi casi. Fuori ancora dal decreto, punto molto importanti, anche la questione del personale che già lavora alla ricostruzione nei Comuni: tutto personale a tempo determinato, al quale crediamo vada riconosciuta una proroga contrattuale, perché non possiamo perdere quelli che abbiamo già formato e stanno lavorando da due anni. Terzo punto, non presente, l’apertura di un tavolo per lo sviluppo. Dal Governo abbiamo avuto rassicurazioni che la riconversione amplierà la portata del provvedimento. Questa per noi sarà una questione di fondamentale importanza”.

Reazioni, il Comitato “Mutui sulle Macerie”. Si legge dalla pagina Fb del Comitato Mutui sulle Macerie rispetto al prolungamento dello stato di emergenza “qualsiasi nazione che si definisce civile avrebbe iniziato a lavorare per portare verso a un inizio di normalità la popolazione colpita da una calamità. I nostri governi si stanno passando di mano in mano i problemi, applicando proroghe e sospensioni, sperando che alla scadenza delle stesse ci sia qualcun altro ( tanto più di quello un governo non dura). È ormai inaccettabile che nessuno si assuma la responsabilità di una decisione definitiva. Il nostro comitato in questi due anni di lavoro, oltre ad aver raccolto problemi, testimonianze, ad aver incontrato politici, commissari, responsabili bancari, ABI nazionale e regionale, ha presentato ad ogni vertice proposte concrete e risolutive.
Un atto di coraggio della parte politica è quello che manca a risolvere almeno questo problema che è già su un tavolo di lavoro. Ma anche in questo caso si va di sospensione in sospensione, impedendo ai cittadini che vivono anche questo problema di poter programmare il proprio futuro in maniera serena”.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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