Sgominata banda di donne rom dedite ai furti in appartamento. Cinque arresti

URBINO –  I carabinieri della Compagnia di Urbino hanno eseguito oggi cinque ordinanze di misura cautelare, di cui quattro agli arresti domiciliari e una dell’obbligo di dimora, nei confronti di una banda composta da sole donne con cittadinanza italiana e di origine rom, di età compresa tra i 19 e i 50 anni.

Le ladre si muovevano in orari diurni e sceglievano quasi sempre case abitate da anziani soli. Si presentavano con abiti griffati o succinti e fingevano di cercare case in affitto, oppure di vendere fiori o oggetti destinati alla beneficenza. Mentre una della banda parlava, una complice rubava tutti i beni di valore in vista, tra cui gioielli, monili in oro, denaro contante e carte di credito. Almeno 23 i colpi messi a segno in un’area tra Urbino, Rimini, numerosi comuni del Montefeltro e dell’entroterra marchigiano. La banda non aveva risparmiato neanche strutture ricettive e una casa canonica lasciata disabitata dal parroco durante un’omelia.

“L’ammontare del danno subito dalle vittime – ha spiegato il capitano dei carabinieri di Urbino, Renato Puglisi – è di circa ventimila euro”.
All’operazione di oggi, messa a segno in Romagna, si è arrivati dopo una lunga attività investigativa cominciata a settembre del 2018, quando alcuni cittadini avevano denunciato l’aumento di furti in abitazione, segnalando nei pressi delle case interessate la presenza di donne di origine rom. Indagini non semplici, anche perché la banda si spostava cambiando continuamente auto, spesso intestate a proprietari fittizi. I carabinieri hanno mappato le aree maggiormente bersagliate dalle incursioni delle ladre, a cui sono arrivate anche ricorrendo a riconoscimenti fotografici da parte di coloro che avevano subito i furti.

All’operazione condotta dalla Compagnia Carabinieri di Urbino hanno preso parte anche i militari del 13° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Forlì, del Nucleo CC Cinofili di Pesaro, un team di artificieri del Comando Provinciale di Ancona, in collaborazione con i militari della Compagnia di Riccione

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