Post sisma, la ricostruzione impossibile: i tecnici annunciano manifestazioni eclatanti – VIDEO

A Caldarola l’incontro organizzato da Inarsind, l’associazione di intesa sindacale degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Tecnici “esasperati e stufi di essere presi in giro” raccolgono firme e sono pronti alla serrata.

Il video dell’incontro organizzato da Inarsind a Caldarola

CALDAROLA – Esasperati e stufi di essere presi in giro: così si descrivono i tecnici della ricostruzione post sisma nel manifesto firmato e sottoscritto durante l’incontro a Caldarola organizzato da Inarsind, l’associazione di intesa sindacale degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Ad ascoltare anche Cesare Spuri, direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione delle Marche. Invitate ma assenti le istituzioni politiche. A quasi tre anni dalla prima scossa, quella del 24 agosto, sono pochi i progetti presentati, sono oltre 1400 di pagine di ordinanze non coordinate. Le parcelle, denunciano i tecnici, sono ai limiti dello sfruttamento, per gli importi troppo bassi. 

La gran mole di documenti: la rappresentazione plastica delle difficoltà progettuali per i progetti di ricostruzione

La ricostruzione post sisma che nelle Marche coinvolge circa 45 mila edifici non decolla e dentro l’empasse ci sono tecnici e progettisti. Che stanno in pratica lavorando senza percepire nulla perché non si è ancora sbloccata la querelle dell’anticipo del 50% dei compensi. 

Il punto sulla ricostruzione con il direttore Cesare Spuri

Per la ricostruzione privata tempi a due cifre, ma per il 24 agosto saranno approvate tutte le perimetrazioni. La notizia positiva è che nel giro di un mese, che sarà anche il terzo triste anniversario della prima scossa sismica del 2016, dovrebbero essere approvate tutte le perimetrazioni che interessano quindici comuni marchigiani. Dovrebbe dunque partire la progettazione dei paesi da ricostruire da zero. Ma la ricostruzione privata, in generale, si viaggia su un tempo a due cifre, secondo le stime del direttore dell’ufficio ricostruzione Cesare Spuri

Verducci (Pd)”L’immobilismo colpisce i tecnici. «Sappiamo che il successo di molta parte della ricostruzione privata passa attraverso il lavoro, le competenze e la professionalità di tantissimi tecnici che operano in diversi settori. Sono mesi che lanciano allarmi e dicono che così non va, ma questo Governo, dopo le roboanti promesse elettorali di Lega e Movimento 5 Stelle, dopo passerelle e propaganda stellare, ha finito per rimangiarsi tutto, chiudere la faccenda della ricostruzione tra le cose dimenticate. Una situazione insostenibile. Ho presentato un’interrogazione urgente al Presidente del Consiglio perché “svegli” il Commissario Farabollini e dia almeno attuazione alle ordinanze previste dai recenti aggiornamenti della normativa sul sisma. In particolare è urgente attuare la disposizione che prevede un’anticipazione del 50 per cento del compenso relativo alle attività professionali. Questa specifica ordinanza, dopo otto mesi dall’approvazione della norma, ancora non si vede. Non si può chiedere ai tecnici, oltre a un grande sforzo professionale, anche di anticipare spese insostenibili, finanziando, di fatto, di tasca propria una parte della ricostruzione. Non è dignitoso nel rispetto del lavoro e della sua qualità. In questo modo, il rischio concreto è che molti professionisti, vedendosi impossibilitati ad accedere alla necessaria liquidità, dovranno rifiutare le pratiche commissionate dai privati, comportando così un ulteriore allungamento dei tempi della ricostruzione. Noi siamo impegnati nel semplificare ed accelerare la ripresa dei territori colpiti dal sisma, ma ormai è evidente che tra Commissario e Governo si fa a gara a mettere i bastoni alle ruote della ricostruzione», così il senatore marchigiano del Partito Democratico Francesco Verducci.

La mozione in consiglio regionale. Una mozione per attenzionare sulle numerose problematiche da tempo denunciate dai tecnici professionisti impegnati nella ricostruzione post-sisma, attori fondamentali nel lungo processo di ricostruzione del territorio terremotato. La annuncia il capogruppo al consiglio regionale di Fratelli d’Italia, Elena Leonardi, che ha voluto racchiudere nell’atto le differenti e gravi criticità che oggi attanagliano i tecnici impegnati nella ricostruzione, e delle quali si parlerà anche domani, martedì 23 luglio, nel corso dell’incontro organizzato dall’Inarsind Marche a Cardarola, dal titolo “Ricostruzione al palo. Tecnici esasperati pronti alla serrata”.

“I tecnici si dicono ormai esasperati, stanchi di essere presi in giro e di attendere risposte concrete che possano sbloccare definitivamente la situazione – ha affermato il capogruppo Elena Leonardi – la lentezza ormai cronica del sistema di gestione delle pratiche della ricostruzione, appesantita dalla burocrazia, si va ad aggiungere ai mancati pagamenti delle parcelle dei tecnici che al momento si aggirerebbero intorno ai 100 milioni di euro per le sole Marche, alle disparità di trattamento economico tra i tecnici impegnati nella ricostruzione pubblica e in quella privata, alle disposizioni scadute e mai rinnovate dal Commissario e alle tante richieste di modifica della normativa giunta in questi anni dagli attori del sisma e mai prese in considerazione. Un’escalation critica che rischia di dare il colpo di grazia alla ricostruzione e a tutto il territorio colpito dal sisma. Per questo è necessario intervenire prima possibile e concretizzare le richieste che vengono direttamente dai tecnici, circa mille quelli impegnati nella ricostruzione, uomini e donne del territorio, spesso anche loro stessi terremotati, che oggi si vedono costretti a lanciare un ennesimo allarme alle istituzioni”.

Per questo il capogruppo Elena Leonardi ha ritenuto impellente la necessità di impegnare il governatore, Luca Ceriscioli, vicecommissario alla ricostruzione, e l’intera Giunta regionale, innanzitutto a sollecitare formalmente l’emanazione dell’Ordinanza commissariale in attuazione di quanto disposto dal Decreto Genova, in merito all’anticipazione del 50% dei compensi per la progettazione alla presentazione della domanda di contributo all’Ufficio Speciale della Ricostruzione. Non meno importante la disparità di trattamento in essere tale per cui le parcelle dei tecnici incaricati di ricostruzione pubblica vengono calcolate seguendo il Decreto ministeriale 17 giugno 2016, cosiddetto “Decreto Parametri”, mentre quelle dei tecnici incaricati di interventi di ricostruzione privata dipendono dall’ articolo 34 del dl 189/2016 e dall’Ordinanza 12, il cui allegato, il Protocollo d’intesa tra Commissario e Rete nazionale delle professioni dell’area tecnica e scientifica, che disciplina le spese per le prestazioni tecniche e le percentuali di contributo erogato, è per altro scaduto al 31 dicembre 2018.

“Le tariffe professionali risultano al contempo comunque insufficienti a garantire il decoro del lavoro del professionista – ha aggiunto Elena Leonardi – in quanto non coerenti con la legge dell’equo compenso (legge n. 247 del 31 dicembre 2012, articolo 13-bis, come modificata dalla legge n.172 del 4 dicembre 2017 articolo 19-quaterdecies) e che a conti fatti il professionista medesimo si troverebbe a lavorare a 4-5 euro all’ora per importi di lavori bassi. Ho chiesto al governatore di impegnarsi affinché il Protocollo sia rinnovato sulla base del Decreto Parametri, e contestualmente di lavorare per sciogliere il nodo legato alla cosiddetta Ordinanza Chiese, di imminente approvazione, la quale prevede un sistema di affidamento dei servizi tecnici analogo a quello pubblico ma con compensi presi dalla ricostruzione privata”.

Nello stesso atto, il capogruppo di Fratelli d’Italia, chiede alla Giunta regionale che di adoperarsi in modo che le istituzioni competenti approvino la possibilità di anticipo economico delle prestazioni tecniche da parte dei committenti beneficiari del contributo di ricostruzione, che si solleciti il Commissario Straordinario per la Ricostruzione per la nomina immediata del CTS – Comitato Tecnico Scientifico – fondamentale per risolvere innumerevoli “casi particolari” che i professionisti ed i tecnici degli Uffici Ricostruzione si trovano ad affrontare quotidianamente e per l’istituzionalizzazione, nei Tavoli Tecnici, della presenza dei rappresentanti degli Ordini professionali ricadenti sul cratere e anche delle rappresentanti delle Organizzazioni sindacali di categoria.


Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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