Marche, maxi inchiesta sulle forniture in sanità

Inchiesta sanità sulle forniture nelle Marche: i reati ipotizzati vanno da abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, corruzione e traffico di influenze illeciti. Scattano i primi avvisi di garanzia. Ci sono dieci indagati.

ANCONA – Abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, corruzione e traffico di influenze illecite. Sono alcuni dei reati ipotizzati dal pm della procura di Ancona Andrea Laurino sull’inchiesta che investe la sanità regionale. Sono partiti i primi avvisi di garanzia e tra questi figura anche il direttore generale di Asur Alessandro Marini.

La Guardia di Finanza ha effettuato controlli e sequestri di documentazione cartacea, supporti informatici e cellulari. Nella maxi inchiesta ci sarebbero anche diversi imprenditori: le indagini, ancora in fase embrionale, tendono a verificare la regolarità di appalti sui servizi sanitari e forniture.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbe l’assegnazione in corso di un appalto da 200 milioni per le pulizie di tutte le aziende sanitarie della regione, ma anche l’affidamento del servizio lava-nolo dell’Area vasta 3 (Macerata), la gestione della ristorazione scolastica e assistenziale di Jesi e del servizio anticendio delle strutture ospedaliere di Fabriano. Secondo l’ipotesi accusatoria ci sarebbe stata una pianificazione di strategie per agevolare alcune aziende dietro promessa di denaro e altre utilità.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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