Post sisma, Amandola tra tartufi e tesori d’arte ritrovati – VIDEO

“Diamanti a tavola”, l’edizione estiva dal 19 fino al 21 luglio . Un’occasione per valorizzare la filiera del tartufo marchigiano anche per far ripartire l’economia nei luoghi colpiti dal sisma. Amandola cerca la ripartenza con il turismo: conquistata anche la Bandiera Arancione del Touring Club.

Da Campolungo, scorgendo il percorso per salire in vetta

AMANDOLA – La tradizione racconta che nel punto più alto del centro storico adagiato sui colli Marrubbione, Castel Leone e Agello si ergesse un grande albero di mandorlo che diede poi il nome al paese nella provincia marchigiana di Fermo. Una storia che dà il nome al paese, Amandola, la porta orientale del parco nazionale dei monti Sibillini. Il paese si arrampica sulla linea di cresta da un lato e poi scende dolcemente all’alta valle del fiume Tenna, in un gioco di verde e colline da abbracciare con lo sguardo. Un paese di borgo e natura che nonostante i danni e gli anni difficili del post sisma del 2016, ha saputo valorizzare le sue ricchezze storiche, naturalistiche ed enogastronomiche conquistando la Bandiera Arancione del Touring Club. Dal centro si può, con una passeggiata tra i vicoli, scoprire le Cinque Fonti create dagli archi a tetto sesto, resti dell’antico chiostro delle Benedettine. Una storia affascinante quella di Amandola, che si lega in un filo dal sapore leggendario alla figura di Carlo Magno che una certa corrente storica colloca proprio nella zona tra il piceno e il maceratese. Ne sarebbe testimonianza la statua lignea del tredicesimo secolo che raffigura il crocefisso tunicato che rappresenterebbe proprio il primo imperatore del sacro romano impero. Si trovava nella Chiesa dei Santi Vincenzo ed Anastasio, ora chiusa a causa delle scosse, ma è possibile ammirarlo nel deposito dove è allestita la mostra dei tesori salvati nella collegiata che si trova nel centro storico. Qui è possibile ammirare le tele e quadri in arrivo dalle chiese da ricostruire ed è possibile osservare i restauratori in azione e farsi raccontare segreti e tecniche per scoprire anche la storia nascosta dietro le tele. Il deposito si trova nella stessa struttura dove è possibile visitare il Museo del Paesaggio che offre un’esperienza interattiva di conoscenza di natura, animali e tradizioni prima di infilare gli scarponi e andare su in montagna.

Ecco il deposito dove è allestita la mostra delle opere scampate alle scosse

Una chiesa visitabile e l’attesa per la ricostruzione. Sul fronte ricostruzione, dopo le scosse di agosto e ottobre 2016, su 1260 ordinanze di inagibilità in paese, solo il 10% delle pratiche è stato evaso. A seguito del sisma si contavano oltre 600 sfollati su 3500 abitanti. La strada è ancora lunga. L’unica chiesa agibile di Amandola è anche una delle più importanti e si trova nella centrale Piazza Risorgimento: è il Santuario del Beato Antonio, testimone della presenza dei Padri Agostini dalla fine del duecento. Le spoglie del Santo sono conservate in un’urna collocata nella cappella laterale.

Il lago di San Ruffino per un’esperienza in pedalò, kayak, canoa canadese e sit-on-top. In silenzio e con rispetto è possibile ammirare le specie animali che abitano in questo prezioso ecosistema.

La natura e la montagna, dove respira la rinascita. Spostandosi dal centro si può raggiungere il Rifugio Città di Amandola, situato a Campolungo, a 1200 metri sul livello del mare. Qui si può ammirare il paesaggio superbo e partire in escursione a piedi, in mountain bike verso le sorgenti dell’Ambro, il Monte Castel Menardo, il Pizzo Tre Vescovi e il Monte Priora. Da scoprire anche anche il “lago fantasma”,quello di San Ruffino, tal confine con il comune di Monte San Martino. Si tratta di un lago artificiale che venne creato nel 1961 con una diga sul fiume Tenna per creare una riserva d’acqua nelle stagioni povere di pioggia. Con l’inizio dell’autunno, fino alla fine della primavera, la diga viene aperta con l’acqua libera di defluire verso valle ed il lago, come per magia, scompare. In estate invece è fruito anche a livello turistico, con la cooperativa Dimensione Natura che oltre alle attività di escursione ed educazione ambientale, offre anche la possibilità di pernottamento e servizio ristorante. Qui, nei Sibillini del sisma, le strutture scampate alle scosse del 2016, accolsero gli sfollati e ora cercano la ripartenza vera. 

Dal 19 al 21 luglio “Diamanti a Tavola” ad Amandola

L’enogastronomia, ovvero il re Tartufo. Le pendici dei Monti Sibillini, infatti, in diversi periodi dell’anno, offrono il tartufo nelle sue varie tipologie: tuber magnatum pico, bianchetto, tartufo estivo scorzone e nero, che sarà il protagonista proprio del prossimo weekend con la versione estiva di “Diamanti a tavola”, iniziativa realizzata dal Comune di Amandola insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, che si svolgerà dal 19 fino al 21 luglio. Tra gli stand e nelle botteghe, nei ristoranti e nei locali, si potranno gustare ed acquistare le delizie e le specialità del territorio. In programma anche momenti di approfondimento e convegni. Sono previste anche escursioni guidate (con prenotazione) nei boschi dei Sibillini, per scoprire tutti i segreti della ricerca del diamante nero. Per info e prenotazioni è possibile contattare:
ATAM 333 5278275
Ufficio Turistico 0736 840731

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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