Respinta la richiesta di scarcerazione, lo sparatore di Macerata resta in cella

L’uomo sparò contro le persone di colore e ne ferì sei, dopo l’omicidio della 18enne romana Pamela Mastropietro.

MACERATA – Luca Traini resta in carcere. Il 30enne sparatore di Macerata che il 3 febbraio 2018 sparò per strada contro le persone di colore, ferendo sei migranti, dovrà restare in cella a Montacuto. Lo ha deciso la Corte di Cassazione respingendo l’istanza della difesa, rappresentata dall’avv. Giancarlo Giulianelli, che aveva chiesto la sostituzione della misura con gli arresti domiciliari e obbligo di indossare il braccialetto elettronico.

Traini è in carcere ad Ancona dopo essere stato condannato dalla Corte d’Assise di Macerata a 12 anni di carcere per strage aggravata dai motivi d’odio razziale. Il processo d’appello inizierà il 26 settembre ad Ancona. L’udienza in Cassazione si era tenuta il 12 luglio scorso, ora è stata resa nota la decisione. In precedenza la difesa aveva proposto l’istanza al Riesame di Ancona che l’aveva respinta. Contro la pronuncia la difesa ha presentato ricorso in Cassazione. La procura generale si era opposta alla concessione dei domiciliari e i giudici hanno respinto la richiesta. Ora si attende la motivazione del provvedimento.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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