Valle Castellana, il referendum per passare dall’Abruzzo alle Marche

Approvato nel consiglio comunale del paese abruzzese l’avvio della procedura per avviare il referedum per passare alle Marche

VALLE CASTELLANA – Non arriva a 1000 abitanti e sorge tra i monti della Laga. Si trova più vicino ad Ascoli Piceno che a Teramo. E ora chiede di passare dalla regione abruzzese a quella marchigiana il piccolo comune di Valle Castellana.

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale è stato approvato, con i voti dell’intera maggioranza e del consigliere di opposizione Vincenzo Esposito (erano assenti gli altri due consiglieri di minoranza Enea Giovannini e Costanza Giorgi) l’avvio della procedura per indire il referendum ai sensi dell’art. 132, comma 2, della Costituzione e della legge n.352/1970, recante il quesito “Volete che il territorio del Comune di Valle Castellana sia separato dalla Regione Abruzzo per entrare a far parte integrante della Regione Marche?” richiesta dai consiglieri ai sensi dell’art. 63 dello Statuto Comunale. Ora un’apposita Commissione formata dal segretario comunale e da due consiglieri di maggioranza e uno di minoranza esaminerà tutte le carte inerenti la procedura per indire il referendum per il passaggio di Valle Castellana alle Marche e alla Provincia di Ascoli Piceno e valuterà la congruità giuridica della proposta; al termine si procederà al deposito in Corte di Cassazione.

Le ragioni del comitato pro Marche. Il comitato argomenta che “Valle Castellana dista da Ascoli Piceno solo 18 chilometri, mentre la città di Teramo a circa 40 chilometri di strada situata in buona parte ad una altitudine di oltre i mille metri sul livello del mare. Tutt’oggi la gran parte della popolazione residente lavora e studia nella città di Ascoli Piceno. Aggiungiamoci pure che a Valle Castellana si ricevono solo canali televisivi e radiofonici delle Marche”.

“Ci sono diverse corse giornaliere di autobus verso la città di Ascoli, mentre si ha un’unica corsa giornaliera che dal capoluogo, tralasciando buona parte del territorio comunale, va verso la città di Teramo. Del resto è il Tribunale di Ascoli quello competente per il nostro territorio, e lo stesso vale per la Diocesi. La corte di Appello per noi competente è quella di Ancona”.

“Le problematiche nascono per la distanza del nostro comune verso le strutture abruzzesi. Quindi per il recepimento di diverse prestazioni del Servizio sanitario, i cittadini sono costretti ad effettuare lunghi viaggi, sempre che abbiano disponibilità di mezzi propri.  Quasi sempre i cittadini del nostro Comune per le prestazioni specialistiche si rivolgono, quando questo è possibile, alle strutture sanitarie ascolane, ciò comporta un aggravio per le casse della Sanità abruzzese che si trova a pagare le “trasferte regionali”.  

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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