Il Papa bussa alle porte delle Sae di Camerino: “Vi porto speranza”. E quel “terremoto delle promesse…”

Papa Francesco a Camerino diretta etv maurizio socci linda cittadini roberto properzi

L’abbraccio con gli abitanti delle casette, il biscotto preso dalle mani della signora Maria, il casco bianco con cui ha visitato la cattedrale ferita al cospetto della Madonna senza velo ma col volto ancora intatto. Sono alcune delle immagini più forti di Papa Francesco nelle Marche per i Terremotati.

Il Pontefice ha mantenuto la promessa: a poche settimane dalla visita a Loreto, il Santo Padre è tornato nelle Marche per abbracciare fisicamente le popolazioni colpite dal sisma del 2016.

Francesco: “Sono venuto per starvi vicino”

“Sono venuto oggi semplicemente per starvi vicino – ha detto il Pontefice nell’omelia da Piazza Cavour, solitamente chiusa al pubblico perché ancora ‘zona rossa’ dopo il sisma di tre anni fa – sono qui a pregare con voi Dio che si ricorda di noi, perché nessuno si scordi di chi è in difficoltà”. 

“Di fronte a quello che avete visto e sofferto, di fronte a case crollate e a edifici ridotti in macerie, viene questa domanda: che cosa è mai l’uomo? Che cos’è, se quello che innalza può crollare in un attimo? Che cos’è, se la sua speranza può finire in polvere? Che cosa è mai l’uomo?”, ha chiesto ancora nell’omelia. “Dio si ricorda – è la risposta -: nell’incertezza che avvertiamo fuori e dentro, il Signore ci dà una certezza: Egli si ricorda di noi”. “E mentre quaggiù troppe cose si dimenticano in fretta, Dio non ci lascia nel dimenticatoio“, ha ribadito il Papa.

Il terremoto delle promesse mancate

“Sono passati quasi tre anni e il rischio è che, dopo il primo coinvolgimento emotivo e mediatico, l’attenzione cali e le promesse vadano a finire nel dimenticatoio, aumentando la frustrazione di chi vede il territorio spopolarsi sempre di più”, è il monito di Bergoglio. “È difficile dimenticare i brutti ricordi. Ma Dio ci ricorda, gli siamo a cuore – ha detto ancora Papa Francesco. “È più difficile ricostruire che costruire, riconciliarsi che andare d’accordo. Ma Dio ci dà la forza. Prego Dio che vi resti vicino. Che susciti gesti concreti”

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