Tragico incidente sul lavoro al porto di Ancona: muore un uomo

ANCONA – Tragico incidente sul lavoro al porto di Ancona, alla banchina 23. Un giovane di 34 anni, dipendente di un’agenzia marittima, ha perso la vita mentre stava lavorando nell’area container dello scalo dorico.

Sarebbe stato colpito in pieno da un cavo d’ormeggio che, sganciandosi, lo avrebbe raggiunto alla schiena, con una “frustata” rivelatasi mortale.

L’incidente in mattinata, poco dopo le sei.

Inutili i soccorsi del 118 di Ancona soccorso e della Croce gialla di Ancona.

Sul posto anche la Capitaneria di porto, per prestare i primi soccorsi.

La vittima, originaria della Lombardia ma da tempo residente ad Ancona, lascia una moglie e due figli.

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Il cordoglio delle istituzioni e dei sindacati

“Sconvolta da quanto accaduto, tutta la comunità portuale si stringe intorno alla famiglia del giovane lavoratore che ha perso la vita stamattina nel porto di Ancona”, così l’Autorità di Sistema del Mare Adriatico Centrale

In seguito all’infortunio mortale di questa mattina, le confederazioni di Cgil, Cisl e Uil e la Filt Cgil, Fit Cisl e la Uiltrasporti si fermeranno, domani mattina, per 1 ora di sciopero con sit- in davanti alla sede dell’Autorità portuale dalle 11,00 alle 12,00. La somma che sarà raccolta da questa ora di sciopero verrà devoluta alla famiglia della vittima.
“I sindacati hanno chiesto da tempo – si legge in una nota congiunta – un coordinamento sulla sicurezza per il porto tra le aziende operanti all’interno dello scalo per discutere proprio di questo problema ma, ancora una volta, sono
rimasti inascoltati. Ora, però, i sindacati dicono basta alle tragedie annunciate e alle morti bianche che lasciano nella disperazione le famiglie il cui padre, fratello o figlio, ancora nel terzo millennio, muore lavorando . Domani, i sindacati di categoria hanno un incontro già programmato con l’Autorità portuale: nell’occasione, chiederanno di cambiare l’ordine del giorno parlando di sicurezza e la convocazione del Prefetto.

“L’UGL esprime il suo cordoglio alla famiglia del giovane 33enne deceduto questa mattina ad Ancona sul posto di lavoro, colpito dalla cima di una nave mentre stava ormeggiando. Una ennesima tragedia che si doveva evitare.” Lo ha dichiarato in una nota Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL. “Occorre puntare su una maggiore cultura della sicurezza nei posti di lavoro e più formazione per i dipendenti. Con il tour ‘Lavorare per vivere’ l’UGL vuole porre l’attenzione dell’opinione pubblica sul triste fenomeno delle ‘morti bianche’. Basta morire di lavoro!”

“Ormai la sicurezza è diventata una emergenza – dice in una nota la Fit Cisl – non possiamo fermare queste stragi solo con le parole, ci vogliono fatti concreti a partire dai controlli e dalla cultura della sicurezza che non può essere considerata un costo ma un’opportunità di dignità per le persone che operano negli ambienti di lavoro. Dobbiamo esercitare una maggiore pressione sulla società civile, sulle Istituzioni e sugli Enti preposti affinché si mettano in campo tutti gli accorgimenti possibili per scongiurare queste tragedie. Non possiamo aggiungere vittime ad altre vittime; dobbiamo dire basta a questo stato di cose. Le più sincere condoglianze ai familiari del lavoratore deceduto e auspica che la magistratura faccia in fretta ad individuare le responsabilità e fare il suo corso”.

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