Bandiere blu, fuori Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio ma rientra Gabicce

ROMA – Bandiere blu, Marche al quarto posto in Italia dopo Liguria, Toscana e Campania. 

Escono Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio, ma rientra Gabicce. In totale 15 bandiere blu e quarta posizione per le Marche, dopo Liguria, Toscana e Campania, seguite da Sardegna e Puglia. Dopo la mancata e amara convocazione per i lidi fermani, l’ufficialità della cerimonia a Roma di oggi conferma il quadro anticipato una decina di giorni fa, dopo la rettifica della news entusiastica, ma scorretta, delle Marche da podio.  

Oltre alla qualità delle acque e dell’offerta turistica, la Fee, la Foundation Environmental Education (Fondazione per l’Educazione Ambientale) considera anche parametri come il servizio di raccolta differenziata, la gestione del verde urbano e la presenza di piste ciclabili. In totale in Italia sono 183 i comuni italiani a ottenere il riconoscimento nel 2019, 8 in più rispetto all’anno scorso e vengono considerati anche gli approdi turistici: 72 quelli premiati in Italia, tra cui quello anconetano di Marina Dorica, fa sapere il Comune.

Complessivamente le spiagge italiane rappresentano il 10% di quelle mondiali dove svetta il vessillo blu. Nel dettaglio marchigiano la bandiera viene riconquistata da Lido di Gabicce, Sottomonte ponente e levante a Pesaro, il litorale nord, Sassonia e Torrette a Fano, Marotta a Mondolfo, spiagge di Levante e Ponente a Senigallia, Portonovo per Ancona, Sassi Neri, San Michele e spiaggia Urbani per Sirolo, Numana e Marcelli Nord, Potenza Picena, Civitanova Marche, Fermo con Lido e Marina Palmense, lungomare dei Cantautore a Pedaso, Lido di Cupramarittima, Grottammare e la Riviera delle Palme di San Benedetto del Tronto.  

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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