Ancona, verso il Love Pride del 29 giugno: “Non ci serve odio, vogliamo una marea di amore”

ANCONA – Il prossimo 29 marzo ad Ancona arriva il “Love Pride”.

La data scelta è quella del 29 giugno per celebrare i 50 anni dei Moti di Stonewall, ovvero la “rivolta”di quel famoso 28 Giugno del 1969. Per il Love Pride di Ancona che arriva dopo un percorso  iniziato oramai un anno fa, quando in quattro tra movimenti ed associazioni fu organizzato il primo Love Pride dorico, “nell’intento di unire le persone nell’amore e nella rivendicazione dei propri diritti. Ciò che ci aveva spinto ad intraprendere questo percorso era stata la necessità di far emergere le tante difficoltà che ognuno vive nella propria sfera pubblica e privata quando parla di amore, sessualità, famiglia e identità di genere così come quella di dare voce a tutte le differenze che ci caratterizzano, porle in un piano pubblico, condiviso, di protesta”.

Fanno sapere gli organizzatori: “Sono nate  le nuove collaborazioni con UILDM ANCONA, UILDM GRUPPO DONNE, CREATIVE MORNINGS ANCONA, ACU GULLIVER, CNGEI COMPAGNIA CARAVANSERAI, AIESEC, CASA DELLE CULTURE, NATE INTERE ed HEXPERIMENTA, che si aggiungono alle quattro promotrici: Love Is Love, Libera Ancona, Arci Ancona e Spazio Comune Heval. Associazioni e movimenti che hanno risposto alla chiamata, che hanno deciso di mettersi in gioco nonostante la diversità delle battaglie portate avanti singolarmente, ma che si uniscono per promuovere un unico tema, il bisogno di avere amore libero e universale, a dimostrazione del fatto che non esistono specifici movimenti che hanno il diritto di lottare per l’amore, che, in quanto universale, è diritto di tutti.
LOVE accanto a PRIDE perché vogliamo che sia la parola chiave, così astratta ma allo stesso tempo così strettamente legata alla vita.

Non crediamo esista un Pride che abbia più valore di un altro, crediamo sia fondamentale lottare davvero insieme unendo tutte le forze dei più disparati mondi, a partire da quello LGBT passando da quello LGBTQIAPK per arrivare alle famiglie cosiddette “tradizionali””. “In quel  quel famoso 28 Giugno del 1969. C’è chi dice che una donna scagliò una bottiglia contro un agente, chi racconta che un’altra donna venne trascinata verso un’auto della polizia, spingendo la folla a reagire. Quello che successe poco dopo fu una “rivolta” della folla contro i poliziotti, che si rifugiarono all’interno del bar. In poco tempo la notizia fece il giro del quartiere, attirando residenti e curiosi. Durante la notte si susseguirono scontri e arresti. Alcuni manifestanti furono picchiati dalla polizia, e vennero lanciate pietre e bottiglie di vetro, al grido di “gay power”. Quella notte circa 2000 persone si scontrarono con 400 poliziotti anti-sommossa giunti in soccorso dei colleghi. Quelle notti videro tutti uniti nella battaglia: non solo il “mondo GAY” ma gran parte del quartiere e poi della cittadinanza si mise a lottare e a rivendicare la libertà di essere e di amare per chi era discriminato. Proprio con quello spirito vorremo creare la seconda edizione del LOVE PRIDE e il percorso che ci porterà al 29 Giugno 2019. Il Love Pride è un Pride dal basso, genuino, lontano da strane logiche istituzionali che non ci appartengono; questo è stato il Love Pride un anno fa ed è questo lo spirito che intendiamo mantenere per questa seconda edizione. Il Love Pride vuole essere un momento di festa in cui si celebra l’amore, quello libero, universale; quell’amore che ha sfondato le mura dei pregiudizi e che ora vuole essere riconosciuto.
Ma il Love Pride è soprattutto un momento di rivendicazione: per il mondo LGBTQIAPK, per le donne, per le famiglie monogenitoriali, per le persone gay, lesbiche, bisessuali, asessuali, queer, per chi ha disabilità, per chi ha disturbi mentali, per le persone transessuali, per quelle sieropositive. Contro la violenza di genere, contro gli stereotipi e i pregiudizi, a fianco degli/delle oppressi/e, rivendichiamo l’autodeterminazione di ogni individuo, la libertà di scelta e di movimento. Ora più che mai è necessario ribadire e rivendicare la nostra posizione, in un paese che vede come ministro della famiglia Lorenzo Fontana e come suo braccio destro il senatore Pillon, entrambi promotori della famiglia tradizionale come unica e perfetta; divulgatori di pregiudizi e stereotipi, sono loro che in diverse e svariate occasioni si sono permessi di sminuire e insultare tutti coloro che non si riconoscono nella eterosessualità, di relegare alla donne il ruolo di custodi del focolare domestico, di annullare i diritti civili che si sono conquistati dopo anni di lotte. Troviamo inaccettabile che esponenti e ministri del governo promuovano e partecipino al Congresso della famiglia che si è svolto lo scorso 29 marzo a Verona, un Congresso che ha fatto dell’ideologia e del bigottismo il suo cavallo di battaglia; così come ci opponiamo ai disegni di legge Pillon e De Poli e all’ondata di odio e razzismo portata avanti dal nostro governo. Per questo sentiamo la necessità di riprenderci le strade della nostra città e di mostrare che esiste un Ancona viva e colorata, che non discrimina, un Ancona aperta e solidale che accetta l’amore in tutte le sue forme. Per tutto questo, abbiamo deciso di ricominciare un percorso di eventi di sensibilizzazione che troverà la sua massima espressione Sabato 29 giugno 2019 con una sfilata che festeggerà i diritti conquistati e quelli ancora da conquistare lottando ogni giorno. Ad Ancona non ci serve odio, vogliamo una marea di amore, affinché si dia valore ai sentimenti e no al loro aspetto”.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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