Le casette del post sisma: è guerra tra Regione Marche e Arcale

MACERATA – Il consorzio stabile Arcale annuncia la richiesta di 65 milioni di euro di danni alla Regione. L’assessore Sciapichetti: “Arcale pretende di sottrarsi alle proprie responsabilità”.

I ritardi nella realizzazione delle Sae, le casette del post sisma, sfociano in una battaglia legale tra il Consorzio Stabile Arcale che nelle Marche ne ha realizzato circa 1600 sulle 1900 circa totali e la Regione. Come anticipa oggi il quotidiano “Il Corriere Adriatico” il Consorzio chiede 65 milioni di euro di danni citando in giudizio la Regione Marche, l’Erap Marche, il servizio di Protezione civile e la Presidenza del consiglio dei ministri – Dipartimento di Protezione Civile. La prima udienza è prevista il prossimo 4 giugno alla sezione specializzata per le imprese del tribunale di Roma. Secondo il Consorzio ci sarebbero stati ritardi nel pagamento di un centinaio di fatture. La Regione prepara il contrattacco, tenuto conto che, a più riprese, era stata annunciata una deriva legale sui ritardi nella realizzazione delle casette del post sisma e poi sui danni all’interno di alcune delle stesse, come avvenuto in alcuni pannelli dei tetti nelle sae di Visso lo scorso ottobre. Per cui la Regione aveva annunciato che il consorzio avrebbe pagato tutti i danni arrecati, compresi quelli d’immagine. Dopo l’ultima controffensiva di Arcale l’assessore regionale alla protezione civile delle Marche Angelo Sciapichetti dichiara: “Le richieste di Arcale sono temerarie e pretestuose. Intese solo ad evitare le penali che la Regione ha applicato per i gravi ritardi e disservizi nella esecuzione della fornitura delle casette. Nonostante i mille solleciti da parte della Regione ad effettuare l’immediata consegna delle sae, il Consorzio Arcale ha rallentato i tempi a causa della mancata assunzione di personale idoneo e nella misura necessaria, a causa della indisponibilità dei manufatti, ed ora pretende di sottrarsi alle proprie responsabilità agendo con atti giudiziari del tutto infondati”.

La nota ufficiale di Arcale. “Il Consorzio Arcale ha deciso di intraprendere una causa civile nei confronti della Regione Marche, Erap Marche, Servizio di Protezione Civile, Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento Protezione Civile. Non è una decisione presa a cuor leggero né, da parte dei proponenti, si è mai pensato alla ricerca di un qualsiasi pretesto per sottrarsi alle proprie responsabilità. Responsabilità, va ricordato, che sono state assunte ogni volta senza riserve. Anche quando, come nel più recente caso dei pozzetti installati non ad opera d’arte, il Consorzio si è fatto carico delle responsabilità di altri soggetti. L’immagine del Consorzio Arcale ha ricevuto danni notevoli dalle decisioni dei soggetti istituzionali coinvolti nella gestione del post-sisma.  La reputazione del Consorzio è frutto di una storia di anni, di lavori eseguiti nelle condizioni più difficili e talvolta avverse, ma sempre apprezzati dai committenti, pubblici o privati che fossero. Questa immagine è stata ferita dalle iniziative di soggetti come la Regione Marche, nonostante la disponibilità incondizionata del Consorzio a risolvere le poche problematiche emerse, quasi tutte risolvibili e risolte con soddisfazione degli utenti. Alla nostra proposta di un accordo bonario, la Regione ha replicato scegliendo Lei stessa la via della contestazione legale chiudendo così la porta alla composizione pacifica della controversia. La causa civile da noi intrapresa è dunque un atto dovuto che ha fondate ragioni di fronte a interlocutori indisponibili che continuano a ledere la reputazione del Consorzio per ragioni che sfuggono al buon senso comune ma, forse, sono più comprensibili in chiave politica. La disponibilità del Consorzio per un accordo rimane intatta. Restiamo in attesa di un’interlocuzione sobria ed equilibrata”.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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