B&B del sisma, “Ci richiedono indietro l’una tantum ma abbiamo perso casa e lavoro” – VIDEO

VISSO – Post sisma, la Regione chiede indietro l’una tantum di 5000 euro ai titolari del Bed and Breakfast. 

Dopo due anni e mezzo dal sisma, a Francesca Conti, titolare di B&B a Visso, come sua madre Mirella che ne gestiva uno Ussita, due tra i comuni più colpiti dal terremoto del Centro Italia, è stata recapitata una raccomandata che richiede indietro l’una tantum di 5000 euro, concessa, nel 2017 ai lavoratori autonomi, partite Iva, titolari d’impresa. Ora si chiede indietro il contributo, concesso a circa 5000 persone che avevano presentato domande con la forma dell’autocertificazione, perché le titolari delle strutture ricettive familiari non sono iscritte all’Inps. Condizione non necessaria per la gestione di un bed &breakfast. Ma le due donne, come altre, che con il sisma hanno dovuto lasciare le montagna, hanno perso la casa e una fonte di reddito. Il b&b di Francesca è una “B”, dunque una struttura con danni lievi, ma rischio esterno, i lavori non sono ancora partiti.

La risposta della Regione. “Il contributo di 5mila euro alle signore titolari di due bed and breakfast a Visso e Ussita è stato concesso dalla Regione Marche perché loro hanno autocertificato, sotto la loro responsabilità, di avere i requisiti. La legge prevede – precisa il Servizio Lavoro – che nell’autocertificazione debba essere dichiarato il possesso dei requisiti previsti dalla norma (art.45.c.4 DL 189/2016). Dal controllo effettuato a campione sui documenti non risultava, invece, l’iscrizione ad una forma obbligatoria di previdenza e assistenza, condizione essenziale per ricevere la somma. Non c’è nessuna arbitrarietà ma da questo nasce la richiesta della restituzione dei 5mila euro. Nella nostra attività abbiamo ricevuto e autorizzato 5.082 domande sotto forma di autocertificazioni per i lavoratori autonomi – spiega il Servizio Lavoro della regione – Sono stati effettuati i controlli su un campione del 5%, (pari a 260), su un totale di 5200 domande che comprendevano anche i lavoratori dipendenti. L’esito del controllo ha portato a 4 provvedimenti di revoca e recupero del contributo. Successivamente il controllo è stato esteso alla generalità dei soggetti beneficiari (luglio 2017 ) anche attraverso scambio di dati con altri enti pubblici. L’Inps ha trasmesso un elenco di 204 soggetti (filtrati su 5000) cui non risultava l’iscrizione ad una forma obbligatoria di previdenza e assistenza. Sono stati effettuate verifiche su questi n.204 soggetti. Di questi, 74 hanno ricevuto o riceveranno la raccomandata che concede loro 10 giorni di tempo per eventuali contradditori o presentazione di documenti. Alcuni di questi (ad oggi tre) hanno regolarizzato la loro posizione “ora per allora” e hanno ricevuto un’altra raccomandata di archiviazione della pratica”.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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