Stupro non credibile: è troppo mascolina. La protesta ad Ancona – VIDEO

ANCONA – Sentenza choc: poco avvenente, lo stupro non è credibile.

“Indignazione”, “Vergogna”: sono le voci del coro di protesta organizzato in mezza giornata e inscenata oggi  sotto la Corte di Appello di Ancona, contro la sentenza in secondo grado, poi annullata dalla Cassazione, per cui due giovani di 24 anni erano stati assolti dall’accusa di violenza sessuale dopo la denuncia di una coetanea anche perché ritenuta poco avvenente.

I fatti risalgono al 2015. I due ragazzi peruviani avevano negato le accuse sostenendo che sarebbe stata la giovane connazionale a concedersi. La ragazza aveva denunciato di essere stata stordita forse con una sostanza sciolta in un bicchiere di birra. Ricostruzione non ritenuta attendibile in Corte d’Appello.

Quello che fa gridare vergogna ai manifestanti della rete Marche pride, Rebel network, Centri antiviolenza, associazioni, tra cui Terza via e sindacati, è tra le motivazioni riportate nel dispositivo della sentenza di tre magistrate donne. All’imputato principale “la ragazza neppure piaceva, tanto da averne registrato il numero di cellulare sul proprio telefonino con il nominativo “Vikingo”. Poi la chiosa del dispositivo: “Come la fotografia presente nel fascicolo processuale appare confermare”. Il verdetto è stato annullato con rinvio dalla Cassazione come richiesto dal procuratore generale. Il processo di appello dovrà ora essere rifatto. Insomma la presunta vittima sarebbe stata troppo poco avvenente per essere stuprata.

Il Ministero avvia le verifiche. Il ministero della Giustizia si muove sul caso della sentenza della Corte d’appello di Ancona, relativa a un’accusa di violenza sessuale su una giovane, nelle cui motivazioni i giudici – tre donne – avevano fatto riferimento all’aspetto fisico della donna. E’ stato chiesto agli uffici dell’ispettorato del ministero di svolgere i necessari accertamenti preliminari in merito alla sentenza che assolveva i due imputati – di origine peruviana come la vittima 22enne -, ribaltando la sentenza di condanna di primo grado.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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