Sisma, “Non c’è posto per la mafia nei cantieri”. Crimi: “Le prime misure per far ripartire la ricostruzione” – VIDEO

ANCONA – Il 2019 dovrebbe essere l’anno, il terzo dopo le scosse del 2016, per la partenza vera della ricostruzione del centro Italia.

Il 2019 dovrebbe essere l’anno, il terzo dopo le scosse del 2016, per la partenza vera della ricostruzione del centro Italia.Tecnici e amministrazioni locali chiedono correttivi e in fretta. I lavori finora affidati rappresentano un numero davvero esiguo, un 1% dice il commissario Farabollini, rispetto ai 70 mila cantieri stimati nelle quattro zone colpite dal sisma. Nelle Marche, la regione più interessata, 26 mila persone circa sono ancora fuori casa e vivono con il contributo di autonoma sistemazione, circa 900 ancora negli alberghi. E mentre la Protezione Civile nazionale si prepara a varare la nuova ordinanza per regolamentare il CAS, con l’uscita dalle strutture ricettive prevedibile nei prossimi mesi, il Governo lavora per alcune modifiche e integrazione sulla legge 189, la legge sisma 2016, per dare impulso alla ricostruzione con le prime risposte per i paesi di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio che dovrebbero arrivare con il decreto sul sisma di Catania. Le dichiarazioni del sottosegretario Vito Crimi nell’intervista.Proprio ieri a Roma il neocostituito comitato dei sindaci del cratere capeggiati da quello di Amatrice, Palombini e quello di Camerino Pasqui hanno chiesto un incontro entro la fine di marzo con il premier Conte per la ricostruzione al palo.

Non c’è posto per la mafia nei cantieri del post sisma. Pianificare le attività di accesso ai cantieri, con un controllo mirato sul territorio, ottimizzando l’impiego delle risorse con l’obiettivo di contrastare le infiltrazioni mafiose nella ricostruzione post sisma 2016 nelle Marche. E’ quanto prevede il protocollo d’intesa firmato ad Ancona dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Cafiero de Raho, dal direttore della struttura di Missione prevenzione e contrasto antimafia sisma il prefetto Valente, dal commissario alla ricostruzione Farabollini, dal prefetto di Ancona d’Acunto, dal procuratore generale presso la corte di appello di Ancona Sottani, dal procuratore distrettuale antimafia di Ancona Garulli, dai prefetti di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e dai procuratori delle tre province. Un modello pilota, da estendere anche alle altre regioni, per un reciproco scambio di informazioni su chi si affaccia ai cantieri della ricostruzione. L’intervista con il procuratore nazionale De Raho.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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