Rapporto Dia 2018, nelle Marche droga da Albania e Campania e rischio infiltrazioni nelle aree del cratere

ASCOLI PICENO – Un territorio ancora influenzato marginalmente dalla criminalità organizzata, ma dove non mancano comunque i rischi e le infiltrazioni da parte della malavita nazionale e straniera. E’ la fotografia delle Marche che emerge dal Rapporto 2018 della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) che ha passato in rassegna anche le principali problematiche che interessano le varie province marchigiane. Per il Piceno scattano i campanelli d’allarme relativi ai flussi di denaro in arrivo per la ricostruzione post sisma e alla droga in arrivo dall’Albania e dall’hinterland partenopeo.

Lo scenario criminale riferito alla presenza di consorterie di matrice straniera si caratterizza, invece, per l’operatività di quelle di etnia albanese e nigeriana. «La criminalità albanese -afferma sempre il report- si è rivelata attiva nel settore del traffico di sostanze stupefacenti, al pari di quella nigeriana, impegnata anche nello sfruttamento della prostituzione. L’area costiera continua, inoltre, ad essere interessata dal commercio di prodotti contraffatti, specie l’hotel house di Porto Recanati.

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