Barriere antirumore. Il fronte del NO si amplia. RFI: “disponibili all’ascolto dei territori” – VIDEO

ANCONA – Ventisei Comuni interessati, un investimento che nella prima fase si aggirerà attorno ai 200 milioni di euro. Un progetto però osteggiato dalle Amministrazioni e dai cittadini, tanto che da Falconara è partita la linea di resistenza, estesasi a Marotta, fino al Fermano e a San Benedetto del Tronto, dei comitati: “No al muro, sì al mare”.

La questione è quella delle barriere fonoassorbenti, molto più semplicisticamente antirumore che dovrebbero essere costruite da RFI, Rete Ferroviaria Italiana, nel rispetto di una legge che risale però a quasi venti anni fa.  Su quali argomentazioni poggia il fronte del no? Svalutazione degli immobili, rischio di aumento dell’inquinamento atmosferico, separazione delle città dal proprio tratto di costa. RFI si è già detta disponibile al confronto e all’ascolto dei territori.

In vista della conferenza dei servizi, che presumibilmente si svolgerà in primavera, il fronte del no alle barriere è ampio. Venerdì 15 febbraio è stato convocato un consiglio comunale aperto a Falconara a cui sono stati invitati tutti gli altri comitati e i Comuni interessati. Il 19 febbraio il vice presidente della Regione Anna Casini ha convocato gli otto sindaci dei comuni maggiori per un tavolo di lavoro.

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