Sanità: è scontro tra comune e Regione sulla chiusura del punto nascite a Fabriano – VIDEO

FABRIANO – Punto nascite di Fabriano verso la chiusura, è “guerra” tra Regione e Comune.

Lo scontro. “Se il sindaco di Fabriano deve chiedere le dimissioni di chi non ha fatto nulla per il punto nascita della sua città, le deve chiedere al ministro”, così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli risponde al sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli intervenuto in diretta Facebook venerdì sera sulla chiusura del punto nascite all’ospedale di Fabriano che con 300 bebè all’anno non arriva a 500 parti, limite consentito per i nosocomi inseriti in zone orograficamente difficili, come quella montana. Il percorso della riduzione dei punti nascita, a livello nazionale, era iniziato con il precedente governo.Tanto che nelle Marche sono scomparse le coccardine dei nati negli ospedali di Osimo e San Severino. Per Fabriano, dice il presidente Pd Ceriscioli era stata chiesta la deroga, rigettata dice ancora dal direttore del ministero della Sanità a luglio dell’anno scorso. “Una decisione già presa dalla Regione, dice il sindaco Cinque Stelle di Fabriano, che fa riferimento alle schede Lea, quelle dei livelli essenziali di assistenza del Ministero, con la dichiarazione di atto formale della chiusura del punto nascite di Fabriano. Senza deroga, spiega Ceriscioli, scatterebbe l’inadempienza da parte della Regione che perderebbe 50 milioni di euro di premialità dei fondi statali per la sanità. Il servizio del primo febbraio 2019 al punto nascite a rischio. 

La controrisposta di Santarelli. Sul suo profilo Fb il sindaco ribatte “Il Presidente Ceriscioli ha ammesso di aver scelto di chiudere il reparto. Si è prodotto in un video che più che una risposta o difesa sa tanto di autoaccusa. A parte il fatto che continua a mentire parlando di decisioni prese dal Ministero ha candidamente ammesso che ha scelto di chiudere il reparto per 50 sporchi milioni di euro. Allora quei 50 milioni di euro ci appartengono: li investa nel nostro ospedale”.

Le spine del nuovo piano sanitario regionale. Il sindaco di Cingoli “scarica” la sua neve davanti al palazzo della Regione.  Un bel cumulo di neve in arrivo dalla montagna scaricato da un camion davanti al palazzo della Regione ad Ancona. La protesta monta dopo l’adozione del piano sanitario regionale che avrebbe escluso l’ospedale di Cingoli dallo status di nosocomio in area disagiata riconosciuto invece ad Amandola e Pergola. Il sindaco Saltamartini, che è stato senatore con il Popolo della Libertà nel 2008, si scaglia contro il piano sanitario della giunta Pd alla guida della Regione, come si legge anche negli slogan dei cartelli sulla neve.

 

 

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

Leave a Response