Morto in uno dei primi cantieri post sisma: due indagati – VIDEO

MATELICA – Ci sono due indagati: un atto dovuto dopo la morte di Khalid Khalid, l’operaio di 50 anni, padre di famiglia, che ha perso la vita dopo un volo di 15 metri in uno dei primi cantieri di ricostruzione post sisma 2016.

L’uomo, originario del Kuwait, da 20 anni in Italia, stava lavorando su un’impalcatura in un palazzo di Matelica insieme ad altri tre operai. Ora c’è solo silenzio. Il cantiere è sotto sequestro. Nel pomeriggio è stata eseguita l’autopsia: l’uomo è morto a seguito di politraumi riportati nella caduta. Sul caso indagano i Carabinieri di Camerino diretti dal capitano Roberto Cara e l’ispettorato del lavoro di Macerata.
Da quanto si apprende sarebbero emerse alcune irregolarità nel cantiere di Matelica, uno dei 75 mila edifici lesionati dalle scosse di più di due anni fa nel Centro Italia, di cui la metà solo nelle Marche. Attualmente, secondo i dati diffusi dalla Rete delle professioni in un convegno a Camerino lo scorso dicembre nella regione più colpita, sono stati presentati circa 4000 progetti, in gran parte di ricostruzione “leggera”di cui evasi un 25% e dunque circa 1700. Ovvero il 2,8% del totale. Il più grande cantiere d’Europa deve ancora prendere il via con il suo carico di rischi anche per i lavoratori. Secondo gli ultimi dati elaborati dall’Ires Cgil le province marchigiane dove gli infortuni sono in aumento sono quelle di Macerata +1,7% e Pesaro con uno 0,7%. Colpiti soprattutto i giovani, come il 24enne che oggi è stato soccorso dall’eliambulanza a Tolentino per una mano rimasta sotto una pressa con una stampo da 20 chili.

L’inchiesta sui cantieri delle “casette”, le Sae del terremoto. La Procura della Repubblica di Macerata ha chiuso la prima trance di indagine riguardante il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori nell’area terremotata. L’inchiesta era stata aperta dai Carabinieri di Camerino a seguito dell’infortunio di un operaio romeno in un cantiere di Ussita al quale un compagno di lavoro, suo connazionale, aveva vietato di fare denuncia altrimenti sarebbe stato licenziato. Indagato per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro un romeno, Gheorghe Carp, che avrebbe fatto venire in Italia una decina di connazionali per la costruzione delle casette nei cantieri di Visso, Ussita e nell’Ascolano. La paga poteva andare dagli 800 ai mille euro al mese ma i turni di lavoro erano di 12 ore e si lavorava sia nei giorni festivi sia di notte. L’unico indagato operava per conto di una ditta del Nord Italia che aveva in subappalto alcuni cantieri delle casette.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

Leave a Response