Ricostruzione post sisma: operaio muore precipitando da un’impalcatura

MATELICA – Stava lavorando per un cantiere della ricostruzione post sisma a Matelica l’operaio morto dopo un volo di quindici metri da un’impalcatura.

Il dramma in via Caio Arrio poco dopo le 9 di questa mattina: il  cinquantenne, originario del Kuwait ma residente da tempo a Camerino per cause in corso di accertamento è precipitato dall’impalcatura posta al quarto piano del palazzo da ristrutturare dopo le scosse di più di due anni fa. Si tratterebbe dunque di un intervento di ricostruzione “leggera”.

Sotto choc i colleghi che hanno poi allertato i sanitari. Ma all’arrivo degli operatori del 118 per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Sul posto l’ispettorato del lavoro e i Carabinieri che conducono le indagini.

Il punto sulla ricostruzione. Secondo i dati diffusi dalla rete della professioni in un appuntamento a Camerino nel mese di dicembre, a distanza di più di due anni dal sisma era emerso come la ricostruzione, con più di 75 mila edifici lesionati stimati nelle quattro regioni colpite dal terremoto (di cui la metà solo nelle Marche), interessi appena il 2,8% dei manufatti e che la trafila di ogni singola pratica sia di quasi un anno, con uno stazionamento in media di 187 giorni negli Uffici di Ricostruzione di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio. Nelle Marche sono stati presentati circa 4000 progetti, in gran parte di ricostruzione “leggera”di cui evasi un 25% e dunque circa 1700. Ovvero il 2,8% dei totali. Lavori totalmente fermi nelle aree più danneggiate e oggetto di perimetrazione, tra cui diversi borghi storici.

I sindacati “Serve più sicurezza”Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil apprendono con tristezza e sgomento la notizia dell’infortunio mortale accaduto questa mattina in un cantiere edile a Matelica (Mc), fa sapere un comunicato.
Khalil Khalil è la prima vittima in un cantiere edile della ricostruzione post sisma. Siamo consapevoli che gli annunci e le denunce del giorno dopo non servono a nulla, ma riflettere sull’accaduto deve almeno riportare l’attenzione, di tutti, sulla formazione e la prevenzione nei luoghi di lavoro e sopratutto nei cantieri edili. Dalle prime verifiche sembrerebbe che il lavoratore, da circa vent’anni in Italia di cui circa quindici trascorsi da operaio nei cantieri edili, non avesse effettuato la dovuta formazione così come previsto da C.C.N.L. Nel credere fermamente che sia il lavoro a riportare dignità alle comunità devastate dal sisma, crediamo fermamente che sia obbligo/dovere della comunità prendersi cura della qualità del lavoro (formazione, sicurezza, orario, C.C.N.L. applicato ecc.) Pertanto segnaliamo ancora una volta la scarsità di organico nei vari servizi ispettivi ed in particolare il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) che negli ultimi cinque anni si è dimezzato senza minimamente tener conto che, già da due anni, e soprattutto nei prossimi dieci o quindici nella nostra provincia (ndr. Macerata) si apriranno migliaia di cantieri pubblici e privati”.

Il report sugli incidenti sul lavoro. Nelle Marche aumentano le denunce di malattie professionali (+12%), a partire dai tumori (+55,2%), in un quadro generale in cui la regione conferma un trend stabile nel 2018, rispetto al 2017, per il numero degli infortuni sul lavoro, praticamente in linea con le dinamiche nazionali. Diminuiscono, invece, del 33,3% gli infortuni mortali mentre in Italia. Nel complesso, i più colpiti dagli infortuni, sono i lavoratori più giovani: nella fascia 15-24 anni, l’incremento è pari al 12,1%. Le province dove più aumentano gli infortuni sono Macerata con +1,7% e Pesaro Urbino con +0,7%; in diminuzione, invece, nelle altre province, ad Ancona (-2,2%), Ascoli Piceno (-0,6%) e Fermo (-1%). Sono i dati Inail, rielaborati dall’Ires Cgil Marche, sulla situazione degli infortuni sul lavoro nelle Marche nel 2018. Secondo Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil Marche “la contrattazione deve rimettere al centro le condizioni di lavoro ma anche le istituzioni devono esercitare il loro ruolo”.

 

 

 

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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