Tragedia a Sassoferrato. Monossido killer: muore bimba di 10 anni, grave il fratellino – VIDEO

SASSOFERRATO – La mamma era andata a svegliare i figli per mandarli a scuola, ma Beatrice, 10 anni, non ha aperto occhi. Suo fratello di tre anni più piccolo era agonizzante: dramma a Sassoferrato, in frazione Aspro. Che forse deve il suo nome agli inverni rigidi e alle temperature che di notte scendono di diversi gradi sotto lo zero.

Ad uccidere la bambina il monossido di carbonio sprigionato da una stufa a legna che si trovava al piano terra dell’appartamento, collegata all’impianto di riscaldamento dell’abitazione. Il gas letale potrebbe aver saturato gli ambienti più vicini, raggiungendo poi la camera dei ragazzini oppure si ipotizza una perdita dalla canna fumaria. Gli adulti presenti in casa non sono rimasti intossicati. Il papà, operaio, si era svegliato molto presto ed aveva già attaccato il turno in una delle fabbriche del fabrianese quando la moglie si è accorta della tragedia. In casa anche la nonna materna dei bambini. A dare l’allarme, attorno alle 7,30, è stata proprio la madre dei fratellini: il più piccolo è stato portato a Fano in camera iperbarica. Le sue condizioni vanno migliorando. Per la ragazzina invece non c’è stato nulla da fare. Sul luogo i vigili del fuoco, anche con mezzi e personale Nbcr, il 118 e i carabinieri della stazione di Sassoferrato. La salma della piccola vittima è a disposizione dell’autorità giudiziaria,la Procura di Ancona ha disposto l’autopsia. La stufa invece è sotto sequestro. “Brave persone”, dicono alcuni amici accorsi sul posto, della Chiesa Evangelica di Fabriano frequentata dai genitori dei bambini. Una sorta di grande famiglia che ora si stringe nel dolore e nella preghiera per la morte della piccina.

L’altro caso, ancora monossido. Per il caso di Matelica del 9 gennaio e il malfunzionamento della caldaia degli spogliatoi del campo sportivo, fortunatamente i 18 baby calciatori del settore giovanile tutti tra i 12 e 14 anni, con i loro allenatore e vice, che avevano accusato mal di testa e senso di sbandamento, se la sono cavata dopo le cure ricevute all’ospedale Fabriano. Per otto è stato disposto il trasferimento a Fano e sono attualmente fuori pericolo. Il gas, in questo caso, si sarebbe sprigionato dall’impianto di riscaldamento degli spogliatoi, gestito, fa sapere il Comune, da una ditta di Recanati incaricata alla manutenzione fatta, a quanto risulta, lo scorso ottobre.

Le raccomandazioni dei Vigili del fuoco. Un gas infimo il monossido, senza odore.Diventa letale nei locali chiusi, senza spiraglio di aerazione. I Vigili del fuoco raccomandano di affidarsi a tecnici abilitati per la pulizia della canna fumaria e per la manutenzione degli impianti, evitando in fai da te.

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