Post sisma, neve “perfetta” a Frontignano di Ussita ma gli impianti ancora chiusi – VIDEO

USSITA – Tra ruzzoloni, sole e neve (che gli esperti definiscono perfetta) inizia il terzo inverno a Frontignano di Ussita, uno dei comuni del Centro Italia, dopo il sisma del 2016. I passi di ripartenza per ora si muovono calzando ciaspole o mettendo le pelli di foca agli sci perché l’impianto di risalita è ancora chiuso dopo le scosse. Dal terremoto del 24 agosto 2016  la stazione sciistica è chiusa. Il finanziamento sul piatto è di 8 milioni di euro con un’anticipazione di 200 mila euro per far ripartire almeno le linee meno lesionate. Il problema è l’iter burocratico, spiega il sindaco di Ussita Vincenzo Marini Marini, eletto a giugno dopo mesi di commissariamento per le dimissioni dell’ex sindaco Rinaldi. Che tra l’altro era anche direttore di esercizio degli impianti di Frontignano. E’ stata avviata dunque la procedura per nominare il nuovo direttore con l’Unione dei comuni montani e sono in ballo due candidature. Mentre la nomina dell’ingegnere per lo studio di fattibilità è arrivata a dicembre dopo l’iter che l’amministrazione, spiega il sindaco, ha dovuto seguire per il conferimento dell’incarico professionale. Poi ci sarà da affrontare la parte che riguarda la gestione e la delocalizzazione delle attività di ristoro in montagna per fornire un servizio. “I tempi di questi iter sono normali per una situazione ordinaria, ma quella dopo il sisma non lo è. Quando tutto sarà a regime potremmo dire che l’operazione è riuscita ma il paziente è morto”, dice il sindaco Marini Marini. Gli impianti di Frontignano sono una priorità, non solo per Ussita per tutto il comprensorio che va da Pievetorina a Castelsantangelo sul Nera: comuni terremotati che cercano un rilancio economico per riportare lavoro e persone.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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