Post sisma, gli architetti: “Diamoci una mossa, la burocrazia uccide se stessa”

MACERATA – “Diamoci una mossa”, è questo in sintesi il messaggio dell’Ordine degli architetti pianificatori della Provincia di Macerata, guidati da Vittorio Lanciani. “Dopo oltre due anni di speranze disattese e consigli non apprezzati, frutto della nostra attività svolta insieme agli altri Ordini e Collegi delle professioni tecniche interessate, dopo aver svolto attività istituzionale a sostegno delle buone ragioni di modifica delle norme emesse dal Governo pro tempore e dalle strutture dei Commissari Straordinari che si sono succeduti, non possiamo non rilevare il grave momento che ci troviamo a vivere, in presenza di una burocrazia che uccide se stessa, scrive Lanciani che prosegue -la vicenda che
in questi giorni interessa colleghi professionisti, iscritti e non agli Ordini (e qui bisognerebbe aprire un capitolo a parte di suddividere i tecnici tra dentro e fuori la pubblica amministrazione), assunti a vario titolo nel processo della ricostruzione, dall’ Ufficio Speciale Ricostruzione e dai comuni, è a dir poco grottesca, se presa per il verso comune di difficoltà ad applicare norme che nel tempo si sconfessano con quelle che seguono, con il risultato che al momento, nella totale incertezza di soluzioni e tempi, la macchina dell’iper controllo amministrativo e tecnico messa in campo non è inceppata, semplicemente è di colpo svanita con il 31 dicembre. Pur non volendo entrare in polemica politica che non compete ad un Ordine professionale, ci si chiede se i
Cococo, Cocopro, part time, full time, balletti andata e ritorno tra Inarcassa ed Inps,  non possano essere derogati per la ricostruzione? Abbiamo investito in tante professionalità che ora
andremo a perdere: finora abbiamo speso bene il denaro pubblico? La tanto attesa attività di semplificazione del nuovo Commissario non è ancora pervenuta, ma siamo ancora fortemente convinti che la sua nomina possa costituire un’opportunità unica. Ma dobbiamo fare in fretta
perché, e su questo siamo completamente d’accordo con il sindaco di Amatrice, il prossimo inverno o si avranno i primi segnali di rinascita dei territori o sarà il definitivo abbandono di essi. Ce lo possiamo permettere? Come convinciamo chi ha delocalizzato la propria attività sulla costa a rientrare nell’entroterra? Come convinciamo i resilienti, stoici in questi giorni di freddo, a restare? Come riportiamo alle loro case le famiglie che da due anni soggiornano nella costa e lì ormai si sono radicate? Se la situazione attuale viene invece interpretata come se qualcuno pensasse che la ricostruzione possa diventare terreno di scontro politico tra Governo e Regione con sullo sfondo elezioni europee e poi regionali, abbiamo ben poco da sperare. Piuttosto ci si spieghi come mai, visto che l’edilizia e quindi la ricostruzione è da sempre volano economico, motore di sviluppo, quindi moltiplicatore di pil, le risorse da impiegare siano ancora agganciate al meccanismo del credito di imposta piuttosto che essere invece fuori dal debito pubblico? Se così fosse gli euro investiti ritornerebbero in breve nelle casse dello stato attraverso le imposte generate! Serve uno sforzo collettivo, quindi Politica ed Istituzioni, datevi una mossa, ognuno per le proprie competenze e prerogative, a rendere accettabili a praticabili le procedure messe in campo, a dare il giusto valore ai tecnici che operano nella ricostruzione, dentro e fuori l’amministrazione pubblica, per metterci nelle condizioni di dare risposte alla popolazione con la nostra attività professionale. Tutti i tecnici e gli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori in primis sono pronti ad assumersi le proprie responsabilità nel processo della ricostruzione nel rispetto di legalità e trasparenza; permetteteci di farlo! Uno Stato che
non riconosce correttezza professionalità e competenze della propria classe tecnica non ha futuro!”, conclude Lanciani.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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