“Giù le mani dall’informazione”, domani la protesta anche ad Ancona

ANCONA – Anche ad Ancona domani, come davanti alle prefetture dei capoluoghi di regione è in programma la mobilitazione lanciata a livello nazionale dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana. “Aderiamo convintamente all’iniziativa della Fnsi #GiùLeManiDall’Informazione per ribadire con forza “Basta attacchi, insulti e minacce rivolte alla nostra professione. La misura è colma e noi tutti siamo chiamati a rispondere concretamente, opponendoci al tentativo di scardinare l’articolo 21 della Costituzione ed il diritto-dovere di raccontare i fatti”, fa sapere il Sigim, il Sindacato Giornalisti Marchigiani.  L’appuntamento è per martedì 13 novembre dalle 12 alle 13 in Piazza del Plebiscito  ad Ancona, davanti alla Prefettura del capoluogo di Regione, per un flash mob aperto non soltanto ai giornalisti, ma anche a cittadini ed associazioni ed istituzioni che considerano l’informazione un bene essenziale per la democrazia. All’iniziativa ha già dato il suo assenso anche il Consiglio regionale  dell’Ordine dei giornalisti delle Marche.
“In piazza porteremo il nostro orgoglio di giornalisti sempre più convinti di svolgere un lavoro fondamentale per la vita civile e democratica di questo paese”.

Domani ci sarà anche il Presidente del Consiglio Regione Antonio Mastrovincenzo. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale prende posizione in relazione alle pesanti dichiarazioni del ministro Di Maio e di altri esponenti politici nei confronti dei giornalisti. Nelle prossime ore sarà depositata una mozione che condanna  quanto accaduto negli ultimi giorni, esprime solidarietà nei confronti della categoria e ribadisce il valore fondamentale della libertà d’informazione, sancito dall’articolo 21 della Costituzione. Il Presidente dell’Assemblea legislativa, Antonio Mastrovincenzo, parteciperà domani mattina alle 12, di fronte alla Prefettura di Ancona in Piazza del Plebiscito, al flash mob “#Giu’ le mani dall’informazione”, voluto alla stessa ora ed in numerose città italiane dalla Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) con l’adesione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. A livello regionale l’iniziativa è organizzata dal Sigim (Sindacato giornalisti marchigiani), sempre con l’adesione dell’Ordine marchigiano.

Basta attacchi ai giornalisti. La manifestazione è stata indetta dopo gli insulti e le minacce da parte del vicepremier Di Maio, a seguito dell’assoluzione della sindaca di Roma Virginia Raggi.  “Due anni di attacchi alla Sindaca più massacrata di Italia. La magistratura ha fatto il suo dovere e la ringrazio, ha solo seguito quello che andava fatto d’ufficio.  Il peggio in questa vicenda lo hanno dato invece la stragrande maggioranza di quelli che si autodefiniscono ancora giornalisti, ma che sono solo degli infimi sciacalli, che ogni giorno per due anni, con le loro ridicole insinuazioni, hanno provato a convincere il Movimento a scaricare la Raggi. Pagine e pagine di fakenews, giornalisti di inchiesta diventati cani da riporto di mafia capitale, direttori di testata sull’orlo di una crisi di nervi, scrittori di libri contro “la casta” diventati inviati speciali del potere costituito.  La vera piaga di questo Paese è la stragrande maggioranza dei media corrotti intellettualmente e moralmente. Gli stessi che ci stanno facendo la guerra al Governo provando a farlo cadere con un metodo ben preciso: esaltare la Lega e massacrare il Movimento sempre e comunque.  Presto faremo una legge sugli editori puri, per ora buon Malox a tutti!”, aveva scritto Di Maio sulle sue pagine social. Peggio ancora da Alessandro Di Battista: “Oggi la verità giudiziaria ha dimostrato solo una cosa: che le uniche puttane qui sono proprio loro, questi pennivendoli che non si prostituiscono neppure per necessità, ma solo per viltà. Ma i colpevoli ci sono e vanno temuti. I colpevoli sono quei pennivendoli che da più di due anni le hanno lanciato addosso tonnellate di fango con una violenza inaudita. Sono pennivendoli, soltanto pennivendoli, i giornalisti sono altra cosa”.

La risposta di Fnsi. Gli insulti e le minacce di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista non sono soltanto l’assalto ad una categoria di professionisti, ma rappresentano anche e soprattutto il tentativo di scardinare l’articolo 21 della Costituzione e i valori fondamentali della democrazia italiana. “Ritrovarsi in piazza contemporaneamente – spiega Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi – significa respingere tutti insieme attacchi volgari e inaccettabili contro l’informazione e i giornalisti. Ormai non si tratta più di episodi isolati, ma di azioni mirate a screditare una categoria di professionisti con lo scopo di disorientare l’opinione pubblica. Una forza politica, il Movimento 5 Stelle, che teorizza il superamento del Parlamento e della democrazia liberale ha messo nel mirino i giornalisti e gli editori perché per realizzare questo progetto bisogna togliere di mezzo tutti gli organismi intermedi e impedire ai cittadini di conoscere. Soltanto un’informazione debole, docile o assente può consentire alla disinformazione di massa, veicolata attraverso gli algoritmi e le piattaforme digitali, di prendere il sopravvento e di manipolare il consenso e le coscienze dei cittadini. È un disegno al quale bisogna opporsi con forza”.

La vignetta di Stefano Rolli sugli “infimi sciacalli” è una delle proteste dei giornalisti italiani in risposta agli insulti di Di Maio. 

 

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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