Sibillini, anche lupo Merlino attende la ricostruzione – VIDEO

CASTELSANTANGELO SUL NERA – Muove passi nervosi e curiosi al tempo stesso. Concede uno sguardo e poi riparte Merlino. E’ il lupo simbolo del parco dei Monti Sibillini e vive al centro faunistico di Castelsantangelo sul Nera da quando, nove anni fa, piccolo e malato, incontrò la mano gentile di Massimo dell’Orso, il responsabile del centro. Con lui il lupo aveva stabilito un contatto privilegiato. Un’amicizia spezzata con la scomparsa di quella sorta di capobranco umano, lo scorso maggio. Lontano dagli animali e dalle montagne, guardando il mare di Alba Adriatica, dove era sfollato.

Il terremoto, niente più come prima. I terremoti del 2016 hanno sconvolto natura e uomini, ingrossato i corsi d’acqua, scaraventato pietre giù dalle montagne. E nella devastazione generale hanno colpito anche il centro, realizzato nel 2006 nell’ambito del progetto della reintroduzione del cervo e poi diventato una sorta di ospedale a cielo aperto per gli animali, anche per le vittime di bracconaggio.

I recinti vennero abbattuti, alcuni animali scapparono, altri morirono. Una parte venne allagata. La neve del 2017 fiaccò le voliere per i rapaci feriti.

Merlino restò solo lunghi mesi. Era stato Dell’Orso a “battezzare” il canide con quel nome, prestato dal mago delle leggende arturiane, in onore delle storie tra fiaba e magia che caratterizzano queste montagne, “casa” della Sibilla, terra di fate e negromanti.

Il futuro: anche Merlino attende la ricostruzione. Da qualche settimana si trovano qui due piccoli caprioli, di cui si prendono cura i veterinari e Stefania Servili, la moglie di Massimo Dell’Orso. Ci sono due allocchi che dopo essere stati salvati, ora attendono di imparare a volare. Un destino che si spera assomigli a quello del centro che attende di essere ricostruito.

Lo scorso agosto c’è stato un campo di volontariato per la redazione del progetto definitivo di messa in sicurezza con 6 volontari che hanno offerto il loro impegno per i rilevamenti geologici sui versanti scoscesi con i coordinamento tecnico del geologo Francesco Aucone, la geofisica dell’Enea Antonella Paciello, le geologhe Lia Didero ed Elisabetta Ballarini, lo studente d’ingegneria Lorenzo Aucone e l’esperto di cartografia Jaures Pedrelli che doneranno il progetto definitivo per accelerare i tempi.

A contribuire alla ricostruzione i proventi della vendita del libro “La notte della Polvere”, scritto prima di morire da Massimo dell’Orso e da Maria Cristina Garofalo. E’ una storia d’amore per la natura e la sua protezione, quello che neanche la morte può spegnere.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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