Cosa c’è dietro un libro: ecco BookMarchs-L’altra voce, il festival delle traduzioni nel Fermano

PETRITOLI –  Porre l’attenzione sull’autore invisibile di un’opera letteraria,  quella sorta di
mediatore culturale che si chiama “traduttore”, tra i borghi e le colline del Fermano.
Ecco BookMarchs – L’altra voce, il primo festival dedicato alle traduzioni e ai traduttori
editoriali, un’esperienza culturale ad ampio raggio per conoscere tutto quello che c’è dietro un
libro. Si terrà dal 4 al 9 settembre 2018 in cinque paesi della ValdasoCampofilone, Lapedona, Moresco, PetritoliPonzano.

Nel suo nome, spiegano gli ideatori,  si intrecciano l’attenzione a libri che lasciano un segno (con un ammicco all’inglese bookmark, “segnalibro”) e quella al territorio marchigiano e alle sue bellezze. La prima edizione si articola in cinque giornate (5-9 settembre 2018) con due eventi
al giorno, uno il pomeriggio e uno la sera. La festa di presentazione della rassegna si
terrà il 4 settembre a Petritoli.

A promuoverla sono traduttori editoriali, liberi professionisti che lavorano nell’editoria
a livello nazionale, in sinergia con Vivere in Valdaso, agenzia di promozione turistica
con sede a Petritoli.

Perché questo festival? L’obiettivo è far sì che zone poco conosciute nel resto d’Italia, come quelle delle Marche del sud, possano diventare un crocevia per gente interessata a natura e paesaggio ma anche ad arte e cultura, portando un utile contributo di visibilità e di effervescenza culturale a questi luoghi, ancora più necessario nel dopo-terremoto.

Un’esperienza in movimento. L’altra voce, sottotitolo del festival, vuole porre l’accento sullo spazio doveroso che si intende dare non all’autore di un libro, ma al suo traduttore, che ne è la “voce” nella lingua d’arrivo, altro autore nascosto o “autore invisibile”, il quale deve esercitare rispetto ma anche creatività nei riguardi dell’opera da tradurre. In questo senso “l’altra voce” avrà la possibilità di parlare.
Bookmarchs, spiega una nota della stessa direzione artistica, si distingue da altre meritorie esperienze come le Giornate della Traduzione Letteraria di Urbino, trasferite a Roma ormai da un paio di anni, perché propone incontri pensati per tutti, non solo per gli specialisti, al fine di raccontare cosa c’è dietro un libro, la storia che porta con sé, il ruolo del traduttore come mediatore culturale che obbedisce a una disciplina di ascolto e servizio, creatore di linguaggio, conoscitore di lingue e tradizioni lontane, maestro di accoglienza dello straniero.
In quest’ottica sarà curata sempre di più la presenza di traduttori esteri che traducono narrativa, poesia e saggistica dall’italiano in altre lingue, evidenziando il loro ruolo di importanti ambasciatori della cultura italiana fuori dai nostri confini.

“Riteniamo che il festival possa avere una ricaduta virtuosa sul territorio, per farlo
magari diventare in futuro una sorta di luogo esteso della traduzione, cogliendo le
opportunità che l’interesse dei turisti e l’incipiente integrazione con gli stranieri che
vengono a vivere qui stanno offrendo al sud delle Marche.
Sarà anche un festival orientato sulla molteplicità dei mezzi espressivi: a corollario delle presentazioni di libri si terranno eventi teatrali, proiezioni, documentari, musica dal
vivo, mostre d’arte di pittori e scultori della zona”, si legge nel comunicato degli ideatori.

Questa prima edizione verrà ospitata in cinque paesi della Valdaso, ma nel lungo
periodo si vorrebbe darle continuità, favorendo sperabilmente connessioni con altre
esperienze anche a Fermo (SSML San Domenico, Associazione “La Luna”) e Roma
(i vari festival della Capitale, il fulcro culturale rappresentato dalla Casa delle
Traduzioni, ecc.). Fino a pensare di ospitare le edizioni dei prossimi anni in uno
scenario diffuso, che va dalla città di Fermo ai paesi del cratere sismico.
Obiettivi. Uno degli obiettivi primari è il coinvolgimento concreto ed entusiasta di professionisti che vivono nel territorio oppure che esprimono affetto e interesse per questa parte delle Marche. Ad esempio il primo giorno di festival ospiteremo Richard Dixon, traduttore di Umberto Eco e Giacomo Leopardi che risiede attualmente a Cagli, e lo faremo interagire con Adrián N. Bravi (marchigiano d’adozione, argentino che vive a Recanati), uno degli scrittori italiani che ha tradotto in inglese.
Di converso, il festival chiamerà alcuni fra i più affermati traduttori under 40 provenienti dai grandi centri dell’editoria nazionale, ossia Roma e Milano.
Altra missione è riportare scambio linguistico e culturale anche in zone meno abitate
della regione, come quelle dell’interno, che in genere – al contrario dei grandi capoluoghi di provincia oppure delle località turistiche costiere – non conoscono queste possibilità. Attraverso la valorizzazione dei luoghi e delle attività: le antiche cisterne del Comune e l’Antica Stamperia Fabiani di Petritoli, il Castello di Ponzano, la piazza di Lapedona, la chiesa di San Patrizio di Campofilone, la piazza di Moresco, e in più birrifici artigianali, enoteche, vivai, giardini, agriturismi della zona.

Ogni incontro sarà legato a un aspetto del territorio (mare, collina, giardino, borgo
antico ecc.), per restituire, a livello nazionale un’immagine del territorio fondata sulle sue bellezze
naturali e artistiche (a partire dalla pittura dei Crivelli e di De Magistris). Insomma, l’altra voce d’Italia, meno conosciuta, a volte trascurata, ma che ha molto da raccontare.
Nel tempo. Un obiettivo più avanzato nel tempo è l’idea di ospitare, in primavera, i traduttori partecipanti alla prima edizione per una breve residenza: lavoreranno alle loro traduzioni e a una traduzione collettiva, lasciando un segno tangibile della loro presenza in questo territorio. Il laboratorio primaverile è pensato come saggio di fattibilità in vista della creazione futura di una residenza stabile per traduttori.

Direzione artistica.
Stella Sacchini – Scrittrice e traduttrice, vincitrice del premio Babel 2014 per la traduzione letteraria (per Jane Eyre di Charlotte Brontë, Feltrinelli). Per i Classici Feltrinelli ha tradotto anche Mark Twain, Jack London, Frank Baum, J. S. Le Fanu, F. S. Fitzgerald, Louisa May Alcott. Ha lavorato inoltre per Bompiani, 66thand2nd (co-traducendo il premio Pulitzer William Finnegan) e Del Vecchio. In veste di classicista ha curato per l’editore Armillaria un’antologia di lirici greci sul vino, Lo specchio dell’uomo. Il suo primo romanzo, Fuori posto, è uscito nel 2013 per Coazinzola Press. Da anni insegna traduzione editoriale nelle scuole e nelle
università con conferenze e seminari.
Fabio Pedone – Traduttore, giornalista professionista, consulente editoriale, è docente di Traduzione letteraria inglese-italiano presso Alias, Master in Traduzione della Scuola del Libro di Roma. Fra le sue traduzioni: Jaimy Gordon, L’ultimo giorno di gloria, Fazi (vincitore del National Book Award 2010), Damon Galgut, Estate artica (edizioni e/o), Shani Boianjiu, La gente come noi non ha paura (Rizzoli), Barry Miles, Io sono Burroughs (Il Saggiatore). Con Enrico Terrinoni sta curando il primo progetto di traduzione integrale in italiano, con commenti, di Finnegans Wake di James Joyce: il volume comprendente il libro III, capitoli 1 e 2, è uscito nel gennaio 2017
negli Oscar Mondadori. Il volume successivo sarà pubblicato sempre da Mondadori nel maggio 2019. È attivo con conferenze, seminari e corsi sulla traduzione nelle scuole superiori e nelle università. Si occupa di libri su diverse testate giornalistiche. Per Finnegans Wake ha vinto con Enrico Terrinoni il Premio Annibal Caro 2017 per la Traduzione.

Maggiori info su http://bookmarchs.it/

Fonte: Ufficio Stampa BookMarchs – L’altra voce

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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