“Mi accompagni in camera?”: picchiata e violentata per ore. Un arresto

SENIGALLIA – Sequestrata, picchiata e costretta a subire rapporti sessuali per ore. L’incubo di una donna di 42 anni di Ancona si è materializzato nella notte tra sabato e domenica, a Senigallia, ed è finito con l’arresto del carnefice, un 30 enne di origine congolose ma cittadino italiano, ex pugile, residente in Piemonte.

L’uomo aveva raggiunto la spiaggia di Velluto in vacanza. Qui ha conosciuto la donna.  Dopo un sabato sera trascorso insieme l’arrestato ha chiesto alla donna di accompagnarlo in albergo con la scusa di dover recuperare alcuni oggetti.

La vittima si è fidata, entrando in camera. Il consenso iniziale, però, è diventato rifiuto, di fronte alle avances dell’uomo. A questo punto per la donna è iniziato il calvario: botte, sul viso e sul corpo, e rapporti sessuali continuati fino a quando, dopo 3 o 4 ore, l’albergatore, sentendo le urla provenire dalla stanza, ha segnalato la situazione alle forze dell’ordine.

La donna, nel trambusto dell’intervento del gestore della struttura, ne ha approfittato per liberarsi e fuggire per poi sporgere denuncia al Commissariato di Polizia. Ai poliziotti ha raccontato di ore di incubo, prima di essere trasportata in ospedale a Senigallia, dove si trova ricoverata.

Gli agenti, diretti da Agostino Licari, hanno rintracciato l’uomo poco più tardi, mentre si trovava in bicicletta, a spasso per le vie della città, come se non fosse successo nulla. “E’ stato un rapporto consenziente”, si è giustificato l’uomo.

Ora si trova ricoverato nel carcere di Montacuto. Per martedì mattina è in programma l’interrogatorio di garanzia.

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