Post sisma, cosa si chiede nella lettera consegnata al presidente Conte – VIDEO

ARQUATA DEL TRONTO – Sono diverse le richieste affidate alle lettere consegnate al presidente del Consiglio Giuseppe Conte ad Arquata del Tronto, nell’ascolano,  in cui si avvicina il secondo triste anniversario della scossa del 24 agosto alle 3,36 in cui qui persero la vita 51 persone. Il futuro ha ancora contorni poco definiti, dopo quella notte drammatica.

Nella lettera consegnata da Diego Camillozzi di Muccia che guida l’associazione La terra trema noi no si pone l’accento sul problema dello spopolamento, l’abbandono del territorio, l’isolamento di alcune comunità, nonostante il rientro nelle soluzioni abitative di emergenza, a causa delle infrastrutture interrotte. Si chiede un piano per il futuro, ma soprattutto di rimettere mano ai provvedimenti normativi. Fatte le promesse, scrive l’associazione, si chiede che venga detto chiaramente a quanto ammontano le risorse per la ricostruzione privata dal 2018 al 2023, e tra gli altri punti di prevedere una zona franca urbana in base all’entità del danno, interventi di manutenzioni tempestivi nelle sae, e l’individuazione da parte dei sindaci di aree per la costruzione di strutture provvisorie per i non residenti, per far ripartire l’economia delle seconde case. Poi certezza dei tempi sul cas, il contributo di autonoma sistemazione.

Il presidente Conte ad Arquata, le richieste nelle lettere dalla terra del sisma

Consegnate le lettere a Conte durante la sua visita nei centri colpiti dalla scossa del 24 agosto 2016. Ad Arquata del Tronto la missiva de La Terra Trema Noi No. Ecco cosa chiede l'associazione. Il servizio di Linda Cittadini.

Publiée par ÈTv Marche sur mardi 12 juin 2018

Il rischio “abbandono” dei territori. Ad Arquata del Tronto, al netto delle circa 200 sae dove da quasi un anno vivono le persone, è rientrata circa la metà della popolazione, su poco più di 1100 residenti. Pescara del Tronto, dove il presidente Conte si fermato per un momento commemorativo, ci sono ancora macerie da rimuovere da quasi due anni. Qui si procede a fasce orarie usando la frazione rasa al suolo come collegamento provvisorio con l’Umbria, con i lavori in corso sui viadotti della Tre Valli Umbra. Ma i problemi riguardano anche la frazione di Colle, dopo la frana delle ultime settimane. 

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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