Falconara, sedici indagati per le esalazioni alla raffineria Api

FALCONARA –  Sono sedici gli indagati per le esalazioni alla raffineria Api di Falconara. Sono stati notificati dal procuratore Irene Bilotta gli avvisi di garanzia a lavoratori e dirigenti della raffineria Api dopo l’incidente dell’11 aprile scorso, quando una fuoriuscita di gasolio dal tetto del serbatoio tk61 provocò esalazioni avvertite anche oltre i confini comunali di Falconara.

Sono 1.035 le parti offese, i cittadini e le associazioni che avevano presentato denuncia ai carabinieri della tenenza cittadina lamentando disagi e malori.

L’inchiesta ipotizza reati ambientali e lesioni.

Gli avvisi di garanzia, stando alle prime notizie, riguarderebbero solo l’organigramma locale dell’Api al quale la Procura ha chiesto accesso ai dati tramite i carabinieri del Noe.

Sono stati inviati perché è in programma un accertamento irripetibile e le parti dovevano essere dunque informate per avere tempo di partecipare con un proprio consulente.

Visto il rilevante numero di parti offese nel procedimento iscritto, la Procura di Ancona ha disposto l’esecuzione della notifica per pubblici annunci e mediante deposito nelle caserme dei carabinieri di Ancona e Falconara.

Le parti offese sono invitate a recarsi nei luoghi indicati per prendere visione ed eventualmente copia degli avvisi di garanzia agli indagati.

Questa la posizione di Api raffineria:

“Gli avvisi di garanzia ricevuti oggi sono un atto dovuto che ci aspettavamo a seguito dell’evento al serbatoio TK61. Abbiamo gestito l’evento di aprile con la massima trasparenza fin dal primo giorno, condividendo con gli inquirenti e con tutti gli enti coinvolti ogni dato e informazione rilevante sull’avvenimento.

Essendo in corso un’inchiesta, nel rispetto della magistratura e dei colleghi coinvolti riteniamo di astenerci da ogni commento finché i fatti non saranno chiariti, pertanto non entriamo nel merito dei capi di imputazione. Probabilmente gli inquirenti hanno inteso comprenderne più d’uno per assicurare all’indagine la massima accuratezza.

Anche nei prossimi passi della vicenda non ci sottrarremo a ogni approfondimento. Riponendo fiducia nell’autorità giudiziaria”.

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