Pamela, la procura smentisce la “confessione” di Oseghale. Gli altri due restano in carcere

MACERATA – Dopo l’udienza di venerdì scorso arriva all’inizio di una nuova settimana la decisione del Tribunale del Riesame di Ancona: rigettate le richieste di scarcerazione per Desmond Lucky e Lucky Awelima, 22 e 27 anni, due dei tre nigeriani fermati per l’omicidio e il vilipendio di cadavere della 18enne romana Pamela Mastropietro, uccisa a Macerata il 30 gennaio scorso.

I due, che continuano a respingere le accuse, dovranno restare dunque in carcere a Montacuto. Sulle spalle accuse pesantissime che potrebbero aprire la strada dell’ergastolo.

Mentre un quarto uomo è indagato a piede libero, il primo fermato Innocent  Oseghale, 29 anni, è in carcere a Marino del Tronto, dove oggi ha ricevuto la visita del suo avvocato Simone Matraxia.  Per martedì è prevista una nuova ispezione cadaverica, all’obitorio di Macerata, richiesta dalla difesa del 29enne per verificare l’incidenza dei due fendenti all’altezza del fegato che avrebbero portato la ragazza alla morte.

Intanto il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio smentisce che Oseghale abbia, in un colloquio con la compagna alla casa circondariale ascolana, confessato l’omicidio di Pamela,nell’ambito del quale abbia agito da solo, anche rispetto allo smembramento del corpo abbandonato poi dentro due valigie lasciate sulla strada a Pollenza e ritrovate da una passante il 31 gennaio.

Sono slittate di settimana in settimana e sono attese nei prossimi giorni le risultanze del Ris dai sopralluoghi nell’appartamento degli orrori,  in via Spalato, dove si sarebbe verificata la mattanza.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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