Pescara del Tronto, “Prima via le macerie, poi le sagre” (Video)

ARQUATA DEL TRONTO –  “Rispetto per le vittime: no foto, no selfie”. E’ comparso un cartello sulla balconata simbolo del sisma del Centro Italia. Chiedono rispetto diversi residenti di Pescara del Tronto, la frazione arquatana tra le più colpite di tutto il “cratere”nelle scosse del 2016.

Sotto quelle macerie, in attesa di essere rimosse da un anno e mezzo, sotto morte 48 persone. In virtù della zona rossa,ancora i residenti devono esibire un permesso all’alt dell’esercito per poter entrare e magari portare un fiore al cimitero.

A fine mese il traffico lungo la strada della parte alta del paese dovrebbe tornare percorribile per tutti, per consentire un collegamento di fortuna con Norcia, in occasione della fiera del tartufo, in attesa del ripristino della viabilità principale. Ma i residenti non sta stanno.

“Prima via le macerie, poi le sagre”.

Tutto come un anno fa. Nel cuore del cratere, dove la frana e le scosse hanno azzerato tetti, mura e certezze è tutto rimasto come il 30 ottobre 2016, il secondo round del sisma.

Il problema per la rimozione delle macerie, di circa metà delle case dei 250 immobili a uso abitativo censiti a Pescara,  sarebbe legato a lavori da eseguire su un ponticello sopra il fiume, per consentire ai mezzi di passarci sopra. Ma anche in questo senso pare non muoversi nulla.

Il primo marzo invece a Pescara dovrebbero arrivare gli architetti che con casco, scarpe infortunistiche e casacca catarifrangente proveranno a immaginare una sorta di museo di memoria per Pescara nell’ambito del concorso di idee promosso dall’Associazione International Inner Wheel Italia, e l’Ordine degli Architetti della Provincia di Ascoli Piceno. Il paesino non verrà ricostruito, non dove era e com’era secondo i riscontri avuti dalla microzonazione non solo per il rischio sismico, ma anche quello legato alle frane e al dissesto idrogeologico. 

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

Leave a Response