Omicidio Pamela. Giorgio: “le indagini non sono chiuse”

MACERATA – Le indagini sull’omicidio di Pamela “non possono ritenersi concluse”. Lo specifica il Procuratore di Macerata Giorgio in una nota.

Giorgio fa il punto all’indomani del fermo di altri due nigeriani arrivato nella giornata di sabato 10 febbraio: “si precisa che le indagini riguardanti la morte di Pamela Mastropietro non possono ritenersi affatto concluse. Siamo in attesa di conoscere l’esito dei numerosi accertamenti di laboratorio effettuati ed ancora da effettuare nei prossimi giorni- da parte del Ris dei Carabinieri di Roma in relazione alle impronte rilevate ed ai prelievi biologici acquisiti all’interno dell’abitazione ove ragionevolmente si sono svolti i fatti per cui si procede, nella disponibilita’ dell’indagato Oseghale, attualmente sottoposto a misura carceraria; alla comparazione dei dati acquisiti e da acquisire ancora nei prossimi giorni con i profili dattiloscopici e biologici di tutti gli indagati, di cui quelli sopraggiunti, dei due soggetti, ora sottoposti a provvedimento di fermo di indiziati di reato. Si attendono inoltre le risultanze definitive delle indagini in corso ad opera dei medici legali e dell’esperto in materia di tossicologia e degli esperti in materia di indagini telefoniche ed informatiche in materia di telecomunicazioni. Saranno sentiti anche altri testimoni.
In particolare, si evidenzia che nella nottata tra il 9 e il 10 febbraio, l’esame dei primi dati forniti dagli esperti in materia telefonica consentiva innanzitutto di acquisire la ragionevole certezza che nella giornata del 30 gennaio scorso l’usuario del telefono, di cui non si conosceva ancora minimamente l’identità, ma solo il nomignolo attribuitogli dagli altri co-indagati, appariva essere stato presente con apprezzabile continuità temporale all’interno dell’abitazione dell’Oseghale e risultava altresì aver avuto – nella medesima giornata- apprezzabili contatti telefonici con gli altri indagati.
Si acquisiva consapevolezza del fatto che detta persona stesse progressivamente allontanandosi nella nottata verso la Lombardia. A quel punto, il procuratore ha ritenuto necessario farlo localizzare, posto che la sua presenza fisica risultava indispensabile, ai fini delle ulteriori indagini anche di natura scientifica. Pertanto, in piena notte, ha deciso di attivare le opportune indagini al fine di controllare i movimenti dell’utilizzatore, allora ancora ignoto del detto telefono cellulare. Una volta ottenuta la ragionevole certezza che il soggetto si trovasse all’interno della stazione ferroviaria di milano in partenza per altra località, tramite il comando provinciale dei Carabinieri di Macerata sono stati immediatamente avvertiti i Carabinieri di quel comando provinciale che, con la squadra catturandi e altro personale del nucleo investigativo, e’ riuscito a rintracciarlo prontamente. D’intesa con la Procura di Milano, una volta fermato, il giovane, privo di documenti, e’ stato condotto presso il comando provinciale dei Carabinieri di Macerata, per la sua identificazione e sottoposizione a rilievi fotosegnaletici e biologici , in vista delle successive indagini di natura scientifica. Anche l’altro cittadin0 nigeriano già coinvolto-ancora a piede libero – nelle indagini , sulla base delle sopraggiunte risultanze investigative a suo carico, e’ stato sottoposto a rilievi dattiloscopici e biologici.
Il procuratore, d’intesa con il sostituto procuratore contitolare delle indagini, ha deciso di procedere ad urgente interrogatorio di ambedue i citati cittadini nigeriani, in presenza dei rispettivi difensori, nonche’ di sentire altri cittadini nigeriani ,risultati coinvolti nella vicenda. I due indagati hanno risposto alle domande loro formulate tramite interprete.
Le indagini – svolte con la costante collaborazione dei Carabinieri di Macerata -sono state accelerate e condotte necessariamente senza sosta di giorno e di notte, al fine di raccogliere elementi indiziari di rilievo probatorio consistente in danno dei due cittadini nigeriani, di cui appariva concreto anche il rischio di fuga.
L’attività investigativa sinora svolta ha raggiunto risultati da ritenersi ancora provvisori, posto che gli accertamenti di natura scientifica hanno tempi fisiologicamente non brevissimi. Non e’ intenzione di questo ufficio seguire o acconsentire di fatto a procedure di giustizia sommaria piu’ che mai in una vicenda così delicata”.

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