Nel mirino la tratta greca al Porto di Ancona tra antiterrorismo e bande del crimine (Video)

ANCONA – Bombole di acetilene, walky talky, un trapano, una cosiddetta “marmotta” per forzare l’apertura di dispositivi: tutto farebbe pensare all’armamentario per far saltare gli sportelli bancomat. Trovato all’interno di un furgone sbarcato dal traghetto Superfast in arrivo dalla Grecia al porto di Ancona.

L’operazione è della Digos e della Polizia di Frontiera che hanno denunciato a piede libero due bulgari di 30 e 32 anni, arrestato e rispedito indietro sulla stessa nave il quarantenne alla guida del furgone per il quale carta d’identità e patente di guida sono risultati documenti falsi. I due denunciati non risultano nei database italiani, ma avrebbero precedenti per furto in Bulgaria.  

All’alt della Polizia avrebbero detto di essere di passaggio, diretti in Trentino per una vacanza sulla neve, con una tappa da un meccanico di Milano per giustificare quello strano carico. L’operazione rientra nei controlli a campione svolti dalla polizia di Frontiera per la tratta greca, per cui vige l’Accordo di Schengen che regola l’apertura delle frontiere tra i paesi firmatari, nonostante l’attenzione internazionale resti molto alta anche in ottica antiterrorismo.

Nel porto di Ancona, risultato primo in Italia per il ritrovamento di documenti contraffatti, nel 2017 sono state controllati quasi 90 mila persone e 1500 veicoli. 134 le persone fermate che tentavano di entrare evitando i controlli e la richiesta di asilo. Alta l’attenzione sul fenomeno del radicalismo islamico, per monitorare il passaggio di eventuali foreign fighters di ritorno dallo scenario siriano-iracheno.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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