Assalto al portavalori in A14, presa la banda del terrore (Video)

PISA – Il primo colpo ad Ancona, un anno dopo esatto nei pressi di Pisa nel 2016. Blitz di terrore in autostrada. Registi senza finzione di scene degne di un film d’azione. Un assalto all’anno, stavano preparando il prossimo. Emerge dalla conferenza stampa in procura a Pisa, dopo gli arresti da parte della Polizia che in Toscana e in Puglia ha avviato una vasta operazione nei confronti dei presunti componenti della banda. A Cerignola (Foggia), Firenze, e Stornara (Foggia), i poliziotti delle Squadre Mobili di Firenze, Pisa, Ancona e Foggia, con il coordinamento e la partecipazione diretta del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a otto ordinanze di custodia cautelare in carcere. Fondamentali furono le indagini avviate dalla Squadra Mobile di Ancona, dopo il blitz di terrore il 30 settembre 2015, alle 17,30. Esattamente un anno dopo il tentativo in A12 dove, nonostante un violento conflitto a fuoco, i banditi non riuscirono a raccogliere il malloppo. La blindatura del furgone resistette. Invece ad Ancona scapparono con cinque milioni di euro. conferenza stampa polizia

Cosa avvenne ad Ancona. Il terrore piombò in autostrada nel pomeriggio, alle 17,30, il 30 settembre 2015 con una colpi di mitra, kalashnikov e fucili a canne mozze. La banda, almeno composta da 4 persone, assaltò il portavalori della Fitist Security, riuscendo scappare con un bottino da cinque milioni di euro. I banditi,  a bordo di una Lancia Delta blu, con il lampeggiante sul cofano, si finsero poliziotti tirando fuori la paletta per intimare dell’alt dal finestrino e costringendo un camionista a fermarsi. Lo obbligarono a posizionarsi in modo da bloccare il traffico autostradale. Poi puntarono le armi contro un ignaro giovane automobilista alla guida di un’altra vettura, che viaggiava in terza corsia. I banditi sequestrarono le chiavi di tutte le vetture che si trovavano nel triangolo del terrore per poi lanciarsi all’assalto del portavalori, lasciandosi alle spalle una pioggia di bande chiodate con dei paletti in ferro per squarciare le gomme dei mezzi in transito. Minacciarono i vigilantes e portarono via il denaro a bordo di vetture usate per guadagnare qualche chilometro. Diedero fuoco alle stesse in autostrada e poi scapparono a piedi, scavalcando il guardrail per poi scappare per una strada secondaria all’altezza di Numana.

Uno degli arrestati è stato identificato grazie alle impronte del pollice destro e del medio sinistro, trovate dalla scientifica sul biglietto autostradale usato per arrivare dalla Puglia a bordo di uno dei mezzi usati per l’assalto. Sempre secondo quanto emerso dalle indagini, i malviventi comunicavano tra loro con telefoni intestati a cittadini stranieri, che venivano usati esclusivamente per contattare i componenti del commando. In questo modo creavano un traffico telefonico ‘protetto’, impossibile da ricondurre agli effettivi utilizzatori. A tradirli, la chiamata da parte di uno di loro verso un telefono ‘pulito’, ossia effettivamente in uso al suo intestatario.

 

 

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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