Operazione Miniera. Sette rom arrestati per furti di rame nelle Marche

OSIMO – Per loro le Marche erano una “Miniera rossa”. Così definivano la regione i banditi di una gang che era riuscita a mettere a segno colpi in tutta la provincia, da Osimo ad Agugliano, da Sirolo a Camerano.

La scelta non ricadeva solamente negli appartamenti, con i furti messi a segno anche in aziende, cantieri edili e parchi fotovoltaici. Ad essere arrestati 7 uomini, originari della Romania e di etnia Sinti, residenti nel Campo Nomadi di Torino. Il blitz dei Carabinieri di Osimo è scattato questa notte, mentre i banditi stavano entrando nel casello autostradale di Civitanova Marche. Attorno alle 4 circa, dopo aver operato un grosso furto di rame nel comune di Rapagnano. Si perché il loro perimetro d’azione si estendeva anche fuori provincia, con furti nel fermano e nel maceratese. Poco prima la banda era riuscita a compiere un furto di rame a Rapagnano in provincia di Fermo, circa 3 mila metri, staccando i cavi dall’impianto fotovoltaico e caricandoli su un Mercedes Vito con targa francese, per un danno e valore complessivo di circa 150 mila euro. A quel punto è scattato l’intervento dei militari, che li hanno accerchiati e bloccati. I sette sono stati poi condotti in caserma e portati nel cArcere di Ascoli Piceno, dove sono ora a disposizione della Procura della Repubblica. L’operazione è stata eseguita e portata a termine dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo, che, unitamente ai colleghi di Numana e Filottrano, collaborati nella fase esecutiva dalle Compagnie di Montegiorgio, Fermo e Civitanova Marche, hanno definitivamente represso l’attività illegale assicurando alla giustizia i malviventi, risultati peraltro senza fissa dimora.

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