Isee, il paradosso: “Potrebbe essere pagato in base al reddito”. La rivolta dei Caf (Video)

ANCONA – Il paradosso all’italiana è servito: ovvero fare la certificazione dell’Isee, l’indicatore di situazione economica equivalente e scoprire solo alla fine dell’operazione se spetterà all’utente pagarlo. E’ una delle ipotesi avanzate nelle riunioni, a livello nazionale con  Inps e Caf. I centri di assistenza fiscale dei sindacati sono pronti alla serrata a partire dal 15 maggio perché la convenzione con l’Inps è scaduta a fine 2016.  Mezz’ora circa per svolgere la pratica in ufficio per ogni utente, un lavoro per cui Inps propone una riduzione del compenso del 30%, passando da 13 euro e 45 centesimi a 9 euro e sessanta. Calano le risorse ma cresce la richiesta, anche nelle Marche dove nel 2015 i caf di Cgil, Cisl e Uil hanno svolto in modo gratuito per gli utenti più di 64 mila pratiche, 10 in più nel 2016, quindi una famiglia su otto e quasi 38 mila solo nei primi 4 mesi del 2017.

 

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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