Samuel, sulle spalle di un bimbo il peso di 4 mila tir

Alla fine nella tragedia una mano invisibile ha salvato solo lui. L’erede di un disastro, ventinove i morti, senza più una mamma né un papà, con i nonni, gli zii, i parenti a prendersene cura. Il piccolo Samuel Di Michelangelo, sette anni, è il solo superstite dei sette marchigiani dell’Hotel Rigopiano di Farindola, pendici del Gran Sasso, travolto da una slavina alle 17.40 di mercoledì 18 gennaio. Come 4 mila tir carichi.

La catena degli eventi ha attraversato tutte le fasi: lo shock, la speranza, dopo che era stato ritrovato vivo Samuel, l’illusione che fossero vivi anche i suoi genitori, Domenico Di Michelangelo, 41 anni, poliziotto in servizio a Osimo, e Marina Serraiocco, 37, commerciante nel centro osimano.

Per l’occasione un urrà del sindaco Simone Pugnaloni, a dare la notizia via social, con campane a festa, salvo poi smentire in serata. Frutto di un equivoco.

Quindi il terrore e il dolore di dover riconoscere quei corpi. La burocrazia che obbliga a guardare anche la morte negli occhi per dire che : “Sì, sono loro.” Come gli innamorati Marco Vagnarelli, 44 anni di Castignano, e Paola Tomassini, 46 di Montalto Marche: insieme anche nell’addio, sabato 28 gennaio alle 10.30 alla Chiesa di Sant’Egidio a Castignano. Proclamato il lutto cittadino.

Così anche a Pioraco, entroterra maceratese, che piange Emanuele Bonifazi, 31 anni figlio di Egidio, conosciuto animatore dell Protezione civile locale. Anni ad aiutare gli altri per ritrovarsi impotente davanti al proprio figlio: “E’ finita”, aveva scritto su Facebook facendo cadere il velo delle speranze.

Poi Castelraimondo, e l’infanzia di Marco Tanda, 25 anni, pilota Ryanair, morto con la fidanzata Jessica Tinari, coetanea di Vasto.

Resta nelle immagini del drone dei Vigili del fuoco il senso di una tragedia in un posto da favola: un copione già scritto di un film che è realtà.

Una tempesta bianca che ha cancellato le speranze, consegnando ai sopravvissuti, 11 in totale, il dovere di essere testimonianza vivente del disastro.

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