Il terremoto in laboratorio, ecco l’altalena del sisma che danneggia le case (Video)

ANCONA – Su un edificio il terremoto si comporta come il genitore che spinge il bambino sull’altalena. E se imbrocca la giusta frequenza lo manda più in alto, nella sinusoide del movimento, amplificandone l’effetto.In caso di sisma l’esito è più distruttivo. Usando la metafora sonora, in pratica, se il tono della voce del terremoto è simile a quella della struttura dell’edificio, rischia di fargli più male. La frequenza è una delle variabili da considerare insieme a epicentro, magnitudo e durata, per capire cosa è successo, ma anche in ottica ricostruzione. All’Università Politecnica delle Marche con l’ingegneria sismica, si studiano modelli per comprendere il comportamento degli edifici sollecitati da scosse di frequenze differenti. Quindi più che dei materiali per la costruzione occorre concentrarsi sulla struttura di edifici e abitazioni in zone fragili come l’Appennino. Se da un lato non è possibile con certezza prevedere la spinta dell’altalena, ovvero la frequenza della scossa, esiste comunque un range di riferimento che deriva dallo storico per l’Appennino centrale. Una sorta di bomba a orologeria, per cui la microzonazione assume grande importanza. Gli studi all’università vanno verso la direzione della casa intelligente, dotata di sensori, capace di autodiagnosticarsi gli acciacchi,  dopo eventuali scosse sismiche.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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