Spelonga, un falò e due camper sulle montagne. “Per ora resistiamo” – Video

SPELONGA – Un falò acceso, coperte a terra, ragazzi.  Se non fosse tra i due centri di Colle e Spelonga, toccati dal sisma del 24 agosto agosto prima e martoriati da quello del 30 ottobre, la scena che si apre sul pianoro dal paesaggio mozzafiato dei Sibillini, già tinti d’autunno, sarebbe quella di una gita fuoriporta per il ponte di Ognissanti. A dare la cifra della necessità, più che della scelta, sono due camper dove Abramo, Luigi, Fabrizio, Laura e altri amici hanno passato la notte dopo la terribile 6,5. La scossa record, in uno sciamo senza fine dall’estate scorsa. “In realtà non posso dormire in un letto, una stanza chiusa”, racconta Laura, 22 anni, della frazione di Colle,  non nascondendo che il pensiero di dover andare in uno degli alberghi della costa la inquieta, dopo lo choc di domenica scorsa. “Vorremmo restare, ma non possiamo. Tutte le case sono in zona rossa, dice Luigi, 31 anni, agricoltore. Raccoglie la legna, ha degli animali cui badare. “Hai paura pure quando gli devi dare da mangiare”, gli fa eco Abramo, 25 anni. “Siamo tutti amici, ci conosciamo tutti. Ma il terremoto ci ha pure divisi. I miei genitori sono al mare e io sono qui”, dice ancora. All’idea del residence vista mare fanno ardere legna sul pianoro. Ma fanno intendere che sarà ancora la natura a decidere, “di sicuro quando verrà il tempo cattivo ce ne dovremmo andare, per la neve che potrebbe arrivare presto”. 

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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