A Macerata la rabbia dei lavoratori della Sacci. Le immagini

Macerata “invasa” dalla protesta dei lavoratori del cementificio Sacci di Castelraimondo dopo l’annunciata chiusura da parte della proprietà, la holding Cementir del gruppo Caltagirone. Tutto questo dopo il mancato accordo in regione tra sindacati e azienda.

Oggi l’incontro con il prefetto di Macerata, Roberta Preziotti a cui è stata consegnata una lettera. Cgil, Cisl e Uil chiedono in una lettera “la ripresa di un confronto con l’azienda per discutere sulla richiesta di un periodo di tre mesi di cassa integrazione in deroga, evitando i licenziamenti”. Chiesto anche un intervento del Governo per inserire anche lo stabilimento di Castelraimondo in un tavolo di crisi nazionale per “discutere la riorganizzazione complessiva di tutti i siti Cementir Italia”.

“O si riprende l’attività lavorativa o si bonifica: una terza via non esiste”, aveva ribadito ieri l’assessore al Lavoro Loretta Bravi, dopo che la Regione ha ufficialmente chiesto alla CementirSacci di chiarire il futuro dello stabilimento di Castelraimondo. ”Stiamo parlando di settanta famiglie – sottolinea l’assessore – che a breve perderanno reddito, senza altre alternative”.

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