Uno speleologo e un medico marchigiani dispersi in Nepal

ANCONA – Quattro speleologi italiani del Soccorso alpino, in spedizione nel villaggio di Langtang, travolto da un’enorme valanga, non danno notizie di sé da ieri sera. Lo apprende l’ANSA dal fratello di uno di loro, Giuseppe Antonini, di Ancona. Roberto Antonini ha parlato con il fratello mezz’ora prima del sisma, poi non ha più saputo nulla.

Giuseppe ‘Pino’ Antonini, 53 anni, è specializzato in operazioni di grotta e forra. E’ direttore della Scuola forre del Soccorso alpino e tecnico di elisoccorso. “Con lui – ha detto il fratello Roberto – ci sono anche il medico speleologo Gigliola Mancinelli, Oscar Piazza, del Soccorso alpino del Trentino Alto Adige e un altro ragazzo di Genova”. La notizia è stata confermata dalla presidente del Soccorso Alpino delle Marche Paola Riccio.

Cinque marchigiani nell’inferno del Nepal devastato dal terremoto. Sono l’avvocato di Ancona Francesco Tardella e due turiste senigalliesi. I tre sono vivi per miracolo. Viaggiavano a bordo di una jeep insieme alla senigalliese Tiziana Cimarelli e la montemarcianese Claudia Greganti. A bordo della vettura anche l’autista e la guida turistica. Il gruppo ha rischiato di restare sepolto vivo dentro l’autovettura sommersa da una frana. Stanno bene.

Stanno bene due amici alpinisti di Fano, Pietro Marcucci e Luca Cantiani, che si trovano in questo momento ai piedi dell’Everest. Erano arrivati in Nepal una settimana fa e secondo i programmi in questi giorni avrebbero dovuto impostare la scalata per la cima più alta del mondo ma ora, con il terremoto e la tragedia della valanga che ha travolto e ucciso 18 persone impegnate nella scalata, hanno rinunciato ai loro programmi e stanno preparandosi per il rientro in Italia.

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