“L’entrata per porta Santo Stefano, così finì la guerra ad Ancona”

CRACOVIA – “Io vedo tutto, come se fosse ora. Entro per la porta Santo Stefano, non c’è nessuno. Devo decidere se andare a destra o scendere. Poi gli spari. Ho dato io l’allarme. Fu la liberazione. Dopo dieci minuti la guerra ad Ancona era finita”.

Tomasz Skrzynski, novantenne, torna soldato, poco più che adolescente mentre fissa il muro della sua abitazione alla periferia di Cracovia, dove ci accoglie. In un pomeriggio piovoso, in Polonia è già tempo di cappotti.

Parla la storia, narra la pagina della liberazione di Ancona, della quale ricorre il settantesimo. Quello con Skrzynski è stato uno degli incontri durante il viaggio organizzato dall’Anci Marche, con tanti sindaci, al quale hanno partecipato anche delegazioni dalla Basilicata e dal Veneto, l’assessore regionale Maura Malaspina e il dirigente Raimondo Orsetti.

Un viaggio per risaldare il rapporto di amicizia e vicinanza con la terra polacca, nel segno della storia ma anche in quello del Santo Giovanni Paolo II, che undici volte venne nelle Marche e che ora è santo patrono del neocomune marchigiano TreCastelli, nato dalla fusione dei tre campanili di Ripe, Castelcolonna e Monterado.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

Leave a Response