ACCOLTELLA LA CONVIVENTE NELLA STANZA DOVE DORME LA FIGLIA DI 3 ANNI

Nella stanza dove dorme la figlia di soli tre anni si scatena un incubo ad occhi aperti. Mauro Monachesi, barista di 36 anni, insegue la convivente armato di coltello da 16 cm. La colpisce più volte. La donna, operaia di Recanati, riesce a evitare miracolosamente i colpi ferali. Chiama i Carabinieri, che si fiondano nell’appartamento e la salvano.

E’ la notte da incubo vissuta a CAstelfidardo, in via Nazario Sauro. I militari hanno trovato la donna stesa sul divano, con una evidente ferita da taglio all’avambraccio destro e sangue dappertutto. La donna era vigile e cosciente e ha raccontato di essere stata aggredita dal convivente. In casa c’era sangue ovunque. La giovane ha anche detto dove il convivente aveva nascosto l’arma: un coltello lugno 16 centimetri. Che infatti i carabinieri hanno ritrovato nel punto indicato dalla vittima, la credenza della cucina.

Poco dopo hanno preso l’uomo, che era ancora in casa. Si tratta di Mauro Monachesi, barista di 36 anni nato a Recanati e residente a Castelfidardo. Monachesi, visibilmente agitato, aveva ancora le mani e i vestiti sporchi di sangue. E’ stato arrestato in flagranza di reato per lesioni e maltrattementi in famiglia.

Sul posto anche un’ambulanza del 118 che ha portato la donna in ospedale a Osimo, e poi a Torrette. Ha una grave lesione muscolare al braccio con perdita di funzionalità e se la caverà con 40 giorni di prognosi.

Nel corso della perquisizione dell’abitazione della coppia convivente sono state rinvenute, nella camera da letto e nel soggiorno, copiose macchie ematiche: a terra, sul divano, sul letto e sulla poltrona posta all’ingresso, nonché sui suppellettili e sugli asciugamani utilizzati per tamponare la perdita di sangue. Prove di una prolungata aggressione in cui la donna era riuscita in parte a schivare i colpi dell’energumeno cercando riparo in casa, scappando da una stanza all’altra.

Sembra che l’aggressione sia scaturita al culmine di una lite dovuta alla decisione dell’uomo di sospendere deliberatamente una cura di ansiolitici. Scelta osteggiata dalla donna, preoccupata per la salute del convivente.

La loro figlia di tre anni è stata affidata ai nonni materni.

@mauriziosocci

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