RIO: MONS. MENICHELLI ABBRACCIA MICHELE DI ANCONA. E’ SORDOMUTO, MA BALLA LA SAMBA COME NESSUNO TRA I MARCHIGIANI DELLA GMG

Appena entra nella sala refettorio di Sao Benedicto, campo base dei Marchigiani a Rio, gli occhi di Mons. Menichelli puntano subito Michele. E’ un giovane di Ancona. Lo abbiamo visto ballare, e’ bravissimo. Solo: Michele e’ sordomuto. Eppure, quando attorno a lui i suoi coetanei scatenano una danza, lui e’ il primo a buttarsi in pista. Verrebbe da dire, visto che siamo a Rio, che ha la samba dentro. 

L’abbraccio con Mons. Menichelli e’ spontaneo e affettuoso. Qualche domanda, qualche battuta, e attorno al Pastore si crea una piccola folla di ragazzi. menichelli ne approfitta subito, per ricordare loro che la GMG non e’ solo una festa, ma pure un’occasione di crescita. E’ l’antipasto della Catechesi di oggi. L’Arcivescovo ha esordito con un: “Mi sento un catechista supplente”. Subito e’ scattato il sorriso dei giovani. “Non era previsto che facessi la catechesi proprio ai miei marchigiani, ma sono molto contento di essere qui con voi da Marchigiano tra marchigiani”. ovazione. Poi l’affondo: “Il tema della Catechesi di oggi e’ essere discepoli. vedete figlioli – ha detto Menichelli – prima di essere Missionari, come ci ha chiesto il Papa, dobbiamo essere discepoli”. “Come fare? Ve lo riassumo in quattro verbi. Primo: conoscere il maestro. Secondo: seguire il maestro. Terzo: vivere del maestro. Quarto: fare quello che dice il Maestro. Perche’ – ha concluso Menichelli – si puo’ essere Cristiani senza essere discepoli, e questo sarebbe un grande guaio, figlioli”.

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