IL BRASILE, TRA GRATTACIELI E POVERTA’. PERCHE’ LA GMG E’ UN BIMBO DI STRADA ACCUDITO DAI RAGAZZI DELLE MARCHE

Un paese emergente, anzi un bric, come si dice in gergo. Il Brasile della confederations Cup 2013, della Gmg, sempre 2013, dei mondiali di calcio del 2014, delle olimpiadi 2106.
È questo il Brasile che i giovani della Gmg si apprestano a vivere? Si, ma anche no. I ragazzi marchigiani se ne sono resi conto proprio oggi (vedi foto). Tra le loro braccia, un bimbo di strada la cui mamma è stata abbandonata dal marito. La donna piangeva in chiesa. E’ svenuta. Soccorsa dai volontari delle Marche, mentre i ragazzi consolavano il suo piccolo. Anche questa è la Gmg.
“Ho visto coi miei occhi un ragazzo Brasiliano comperare una maglietta da dieci euro, a rate. Non se la poteva permettere. Anche questo e’ il Brasile.
La patria del sorriso, del calcio, ma anche della miseria, delle slums affacciate sui grattacieli e viceversa.
“Sono stato dieci anni in Brasile, fino a dieci anni fa – Don Marco Prosciutti – il paese e’ in via di sviluppo ma c’è grande corruzione politica. Anche i primi governi di sinistra, che erano tanto attesi, a partire da Lula, hanno deluso. Anche attualmente il governo e’ di sinistra ma c’e’ forte tensione sociale perché non si combatte il problema del colonialismo interno, che ancora è forte. I politici non affrontano il vero problema, che e’ la divisione tra chi ha e chi non ha. Da qui le manifestazioni di protesta delle scorse settimane. Stanno costruendo stadi ma non ospedali, scuole. Per questo i giovani scendono in strada.
Anche la fede e’ in crisi. I brasiliani vivono il rapporto con Dio col sorriso, con passione. Negli ultimi anni c’e’ stata un’esplosione delle sette. La chiesa cattolica ha perso fedeli. Una volta il Brasile era il paese più cattolico del mondo. Ora non lo è più. Rimane il paese più cristiano del mondo.
Ma allora cosa può fare il popolo marchigiano, e specialmente questo giovani della Gmg, x questa nazione, grande come un continente? Dalla comitiva si leva la voce del Gruppo Senigallia.
A parlare e’ Don Stefano: “Dopo la settimana di Gmg faremo tappa a Sao Luis, che è gemellata con Senigallia. Saremo in una favela. Portiamo lì aiuti, messaggi e preghiere dei senigalliesi che sono già stati li negli anni scorsi. Porteremo in dono una Statua di Santa Maria Goretti, simbolo di una ragazza giovane che è morta per difendere la sua dignità di donna. Messaggio fortissimo qui, in un paese dove la donna spesso è schiava, vittima, oggetto.
Don Francesco ci pensa un po’ su, poi dice ai ragazzi: “Pensate a questa GMG come ad una grande occasione per parlare col mondo. Oggi ci somno i social network, che se usati male possono essere un male. Ma non sono negativi a prescindere! Ci accorgiamo della loro straordinaria utilità quando c’è qualcosa di veramente importante da trasmettere. Come qui. Un esempio: le proteste dei giovani in Brasile. Ricorderete Madrid? Li la Gmg fu anticipata da proteste proprio contro la Chiesa! In Brasile e’ diverso: le proteste sono contro la povertà e per i diritti. Noi possiamo essere missionari di speranza in questa terra. Ce lo chiede il Papa”.

Parole di speranza. La conferma viene da Don Marco: “Nonostante tutti i problemi, se chiedi a un brasiliano Como vais? Ti risponderà sempre todo bien! Perché per loro la vita e’ sorriso e gioia a prescindere”.

 

Leave a Response